Hai mai immaginato di camminare tra le rovine di un borgo medievale dimenticato dal tempo?
Ti piacerebbe scoprire un luogo che custodisce tracce di vita che vanno dalla Preistoria fino al Novecento?
Nascosto tra le dolci colline dell’Oltrepò Pavese, nel comune di Fortunago, si trova Monte Pico, un sito archeologico che rappresenta una vera e propria macchina del tempo. Qui, pietre, mura e reperti raccontano storie di battaglie, ingegno, quotidianità e sopravvivenza. Un luogo che non è solo memoria del passato, ma anche una straordinaria occasione di valorizzazione culturale per il territorio.
Monte Pico: la risurrezione di un borgo medievale
Monte Pico non è un semplice rilievo collinare: è un borgo fortificato che ha riacquistato vita grazie agli scavi archeologici iniziati nel 2011. L’intervento, reso possibile dalla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia e l’Università Cattolica di Milano, sotto la guida della professoressa Silvia Lusuardi Siena, ha permesso di riportare alla luce un patrimonio di straordinaria importanza.
Dietro ogni pietra riemersa c’è la storia di un insediamento strategico, fondamentale per comprendere il Medioevo nell’Oltrepò Pavese.
Le scoperte archeologiche
Gli scavi hanno messo in evidenza l’esistenza di due cinte murarie:
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una più esterna, con funzione difensiva, pensata per proteggere l’intero borgo;
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una più interna, connessa a una porta-torre monumentale databile tra il XII e il XIII secolo, che rappresentava il vero punto di accesso al cuore fortificato.
All’interno delle mura, gli archeologi hanno individuato tracce di abitazioni di epoca post-medievale e strutture che raccontano l’ingegno degli abitanti, come una cisterna monumentale in laterizi, in seguito trasformata in ghiacciaia per conservare alimenti e risorse.
Reperti di inestimabile valore
Monte Pico non ha restituito solo mura e strutture, ma anche oggetti che narrano la vita quotidiana degli abitanti attraverso i secoli.
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Dal Neolitico provengono una punta di freccia e una lama di ascia in pietra verde, segni inequivocabili della presenza umana già millenni fa.
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Dal Medioevo emergono frammenti ceramici e vitrei: cocci di pentolame, resti di lampade a sospensione e utensili che parlano di gesti semplici e domestici.
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Dal XV secolo sono state rinvenute monete, testimonianza del dinamismo economico e commerciale di questa comunità.
Ogni reperto, piccolo o grande che sia, contribuisce a comporre il mosaico di una storia lunga e affascinante.
Un patrimonio da valorizzare
Monte Pico non è solo un sito di ricerca per archeologi e studiosi: è una risorsa preziosa anche per il turismo culturale dell’Oltrepò Pavese. La possibilità di visitare e conoscere questo borgo fortificato significa offrire al territorio un’attrattiva che unisce storia, natura e identità locale.
Fondamentale in questo percorso è stato anche il ruolo della comunità. La disponibilità di Luciano Tamini, proprietario dell’area, ha reso possibile lo svolgimento degli scavi, mostrando come la collaborazione tra istituzioni e cittadini sia la chiave per proteggere e tramandare la memoria storica.
Conclusione
Monte Pico è molto più di un sito archeologico: è un ponte tra passato e presente, un luogo che racconta la vita di intere generazioni e che oggi ha la possibilità di diventare un punto di riferimento per chi ama la storia medievale e i tesori nascosti dell’Oltrepò Pavese.
Sei pronto a scoprire questo borgo fortificato e lasciarti affascinare dalle sue pietre millenarie?