
Romagnese
Piazza Castello, 1 27050 Romagnese (PV)
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La storia antica e medievale di Romagnese
L’antico nome di Romagnese, “Romanise”, ha radici latine che testimoniano la presenza romana sul territorio già in epoca antica. Durante il Medioevo, il paese fu legato a doppio filo alla storia di Bobbio: nel X secolo apparteneva al prestigioso Monastero di San Colombano, uno dei centri monastici più influenti dell’Italia settentrionale. Successivamente, nell’XI secolo, Romagnese divenne feudo della diocesi di Bobbio e mantenne questa condizione fino a quando, nel 1387, passò sotto il dominio dei Dal Verme. Questa potente famiglia nobiliare fece costruire un castello, che ancora oggi domina il borgo e ospita gli uffici comunali. Dopo l’avvelenamento di Pietro Dal Verme nel 1485, Ludovico il Moro assegnò il feudo ai conti di Ligny. La storia amministrativa di Romagnese è segnata anche da un passaggio di provincia: nel 1923 entrò a far parte della provincia di Piacenza, ma due anni dopo, a seguito di un plebiscito popolare, tornò definitivamente sotto la provincia di Pavia.
Luoghi da visitare: il castello, la parrocchiale e il Giardino Alpino
Romagnese custodisce nel suo cuore numerosi tesori artistici e architettonici. Il Castello, risalente al periodo dei Dal Verme, oggi ospita gli uffici comunali e un suggestivo museo di arte contadina, dove è possibile riscoprire antichi mestieri, attrezzi e tradizioni locali. La Parrocchiale di San Lorenzo, che risale alla fine del Cinquecento, è un altro luogo di interesse, con i suoi interni sobri ma ricchi di storia. Nei dintorni, il Giardino Alpino di Pietra Corva rappresenta una delle attrazioni naturalistiche più importanti: si tratta di un giardino botanico alpino che raccoglie oltre 1.800 specie vegetali provenienti non solo dalle Alpi, ma anche da catene montuose lontane come le Ande e l’Himalaya, rendendolo un centro botanico di rilevanza internazionale.

L’Ecomuseo “Il Grano in Erba” e il senso del territorio
Romagnese fa parte dell’Ecomuseo dell’Appennino Lombardo “Il Grano in Erba”, un progetto che unisce diversi comuni della zona – tra cui Santa Margherita Staffora, Menconico e Brallo di Pregola – con l’obiettivo di preservare e valorizzare il patrimonio culturale, ambientale e sociale della montagna lombarda. Questo angolo di Lombardia, incastonato tra Piemonte, Emilia e Liguria, è stato per secoli un ponte verso il mare, attraversato da nobili, commercianti e pellegrini. Oggi ritrova la sua identità nel silenzio delle montagne, nelle strade lastricate in pietra, nei cortili dove ancora risuonano le musiche delle feste popolari, e negli alpeggi che parlano di un’antica vita contadina. Il nome stesso dell’ecomuseo – “Il Grano in Erba” – richiama l’idea del territorio come riserva di vita e di futuro, un luogo dove la memoria storica è leva per costruire nuove opportunità.
Il riconoscimento di “Gioiello d’Italia”
Nel 2013 Romagnese ha ricevuto l’ambito riconoscimento di Comune “Gioiello d’Italia” per il periodo 2012-2017, entrando a far parte di un ristretto gruppo di ventuno Comuni italiani selezionati per aver preservato le proprie caratteristiche naturali, storiche e paesaggistiche. Situato nella zona montana dell’Oltrepò Pavese, non lontano dal Passo del Penice, Romagnese è un borgo che unisce bellezze naturali, architetture storiche e un forte senso comunitario. Questo riconoscimento ha permesso al paese di farsi conoscere a livello nazionale come esempio virtuoso di tutela e valorizzazione del territorio, sottolineando l’importanza delle piccole realtà locali nel grande mosaico del patrimonio culturale italiano.
Tradizioni e sapori: la Brusadela e le feste locali
La cultura gastronomica di Romagnese è un altro elemento distintivo del borgo, con prodotti tipici come la “brusadela”, una focaccia dolce o salata dalla forma tondeggiante, lavorata a mano. Un tempo, veniva usata come “spia” per capire se il forno a legna aveva raggiunto la temperatura giusta per la panificazione, ma oggi è protagonista di feste e sagre locali. La “Sagra della Brusadela” è uno degli eventi più attesi dell’anno, durante il quale è possibile degustare questa prelibatezza insieme ad altri prodotti tipici come la torta sabiosa. La manifestazione non è solo un momento gastronomico, ma anche un’occasione per riscoprire le tradizioni, la musica e l’artigianato locale, in un’atmosfera autentica che coinvolge l’intera comunità.