Nel cuore dell’Oltrepò Pavese esiste una valle dove il vino è molto più di una tradizione agricola: è parte della storia dei paesi, dell’architettura e della vita quotidiana. È la Valle Versa, un territorio di colline ricoperte di vigneti, piccoli borghi medievali e luoghi curiosi che raccontano il legame tra queste terre e la viticoltura.
Chi desidera trascorrere un giorno nella Valle Versa può organizzare un itinerario turistico in automobile, attraversando cinque località vicine tra loro: Montecalvo Versiggia, Santa Maria della Versa, Soriasco, Golferenzo e Volpara.
Il percorso permette di visitare un insolito museo dedicato ai cavatappi, scoprire la storia dello spumante dell’Oltrepò Pavese, passeggiare tra antiche architetture in pietra e conoscere due dei protagonisti della produzione vinicola locale: il Pinot Nero e il Moscato.
Una gita ideale per chi ama alternare cultura, paesaggi e buona cucina, senza dover affrontare lunghe escursioni a piedi.
Montecalvo Versiggia: alla scoperta del Museo del Cavatappi
La prima tappa del nostro itinerario è Montecalvo Versiggia, uno dei comuni più rappresentativi della produzione di Pinot Nero nell’Oltrepò Pavese.
Il paese si distingue per una caratteristica particolare: anziché svilupparsi attorno a un unico grande centro abitato, comprende numerose piccole frazioni distribuite sulle colline. Il paesaggio è dominato dai vigneti, che occupano una parte importante del territorio e ne raccontano la vocazione vitivinicola.
Proprio qui si trova un museo decisamente insolito: il Museo del Cavatappi, inaugurato nel luglio 2006.
L’esposizione è ospitata in un antico edificio accanto alla chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro, utilizzato in passato come canonica e successivamente come scuola elementare.
All’interno sono conservati oltre 200 cavatappi che documentano circa tre secoli di evoluzione di questo piccolo strumento.
La collezione comprende modelli dalle forme più diverse: cavatappi a leva singola o doppia, a farfalla, a campana, a pantografo e altri esemplari che testimoniano la creatività degli artigiani e il cambiamento delle abitudini legate al consumo del vino.
La visita permette di scoprire come un oggetto apparentemente semplice sia diventato, nel corso dei secoli, uno strumento dalle molteplici soluzioni meccaniche e decorative.
Il museo si trova sul sagrato della chiesa di Sant’Alessandro, da cui si può ammirare il paesaggio vitato delle colline circostanti.
Nei dintorni meritano attenzione anche la chiesa della Madonna dell’Uva e le testimonianze storiche dell’antico castello di Montecalvo.
Informazioni utili: il museo è gestito dal Comune. Da maggio a settembre sono previste aperture domenicali, mentre nel resto dell’anno le visite sono su prenotazione. È consigliabile verificare preventivamente gli orari effettivi.
Santa Maria della Versa: il paese dello spumante
Lasciato Montecalvo Versiggia, l’itinerario prosegue verso Santa Maria della Versa, uno dei principali centri della valle.
Il paese si sviluppa lungo il fondovalle, circondato dalle colline coltivate a vite che hanno contribuito a rendere famoso il territorio.
Santa Maria della Versa è strettamente legata alla tradizione spumantistica dell’Oltrepò Pavese, in particolare alla lavorazione del Pinot Nero, vitigno fondamentale per la produzione degli spumanti Metodo Classico.
La storia di questa attività è testimoniata anche dalla presenza di importanti realtà produttive che, nel corso del Novecento, hanno contribuito alla notorietà dei vini locali.
Una sosta nel centro abitato permette di osservare la chiesa parrocchiale e di conoscere un paese che, rispetto ai borghi arroccati sulle colline, conserva il carattere di un centro commerciale e agricolo sviluppatosi lungo una delle principali vie di comunicazione della valle.
Santa Maria della Versa può essere anche il luogo ideale per una pausa gastronomica.
La cucina dell’Oltrepò propone specialità come il Salame di Varzi DOP, i ravioli di brasato, i risotti e i secondi piatti della tradizione contadina, da accompagnare ai vini prodotti sulle colline circostanti.
Chi desidera approfondire la cultura dello spumante può organizzare una degustazione presso una cantina della zona, verificando in anticipo la disponibilità delle visite.
Soriasco: una torre medievale tra le colline
Da Santa Maria della Versa bastano pochi chilometri di strada collinare per raggiungere Soriasco, piccolo borgo situato in posizione sopraelevata rispetto al fondovalle.
Qui l’atmosfera cambia: ai vigneti si affiancano antiche case e testimonianze di un passato in cui il controllo delle colline aveva un’importante funzione strategica.
Soriasco era infatti un borgo fortificato, dotato in epoca medievale di un castello e di strutture difensive.
Secondo la tradizione locale, il complesso comprendeva dodici torri. Oggi la testimonianza più significativa è una torre medievale a pianta quadrata, ancora riconoscibile tra gli edifici del paese.
Il castello di Soriasco fu coinvolto nei conflitti tra Pavia e Piacenza e venne distrutto durante le vicende belliche del 1215–1216.
Una breve passeggiata tra le case permette di osservare la torre dall’esterno e di immaginare l’aspetto che doveva avere l’antico insediamento fortificato.
La posizione del borgo offre inoltre scorci panoramici sulle colline della Valle Versa, tra filari di vite, piccoli nuclei rurali e strade che collegano i paesi.
Soriasco è una tappa particolarmente interessante per chi ama scoprire luoghi meno frequentati, dove la storia si nasconde ancora tra gli edifici del centro abitato.
Golferenzo: il fascino di un borgo medievale tra i vigneti
La quarta tappa conduce a Golferenzo, uno dei borghi più suggestivi della Valle Versa, inserito nel circuito dei Borghi più belli d’Italia.
Il centro abitato conserva un caratteristico impianto medievale, con case in pietra, piccole vie e passaggi che seguono la conformazione della collina.
Passeggiare per Golferenzo significa scoprire un paese che ha saputo mantenere la propria identità storica, valorizzando le architetture tradizionali e il paesaggio vitivinicolo che lo circonda.
Tra i principali luoghi d’interesse si trova la chiesa di San Nicola di Bari, punto di riferimento religioso del borgo.
Sono inoltre presenti testimonianze dell’antico sistema fortificato, tra cui una torre medievale oggi inglobata in un edificio.
La storia del paese è legata alle vicende dei territori contesi tra le principali città dell’Italia settentrionale durante il Medioevo, ma anche alla sua lunga tradizione agricola.
I vigneti rappresentano ancora oggi una componente fondamentale dell’economia locale.
Tra i vini prodotti sulle colline circostanti si distinguono il Pinot Nero, il Riesling, la Bonarda e il Moscato, insieme ad altre varietà coltivate nell’Oltrepò Pavese.
Una passeggiata nel centro storico permette di alternare la scoperta degli edifici medievali alla ricerca di punti panoramici affacciati sulla valle.
Golferenzo è anche una località adatta a una sosta gastronomica, grazie alla presenza di attività di ristorazione e realtà vitivinicole. Per una degustazione in cantina è opportuno prenotare direttamente presso il produttore scelto.
Volpara: il borgo del Moscato e il suo antico oratorio
L’ultima tappa dell’itinerario è Volpara, piccolo paese collinare che ha costruito una parte importante della propria identità attorno alla produzione del Moscato.
Il borgo, anticamente conosciuto come Prato di Volpe, conserva un nucleo storico raccolto e un paesaggio caratterizzato da vigneti e colline.
Passeggiando per il paese si possono osservare la chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano e alcune testimonianze dell’antico castello medievale, oggi trasformato e in parte inglobato nell’abitato.
Ma il luogo più particolare di Volpara è certamente il Tempio del Moscato.
Nonostante il nome, non si tratta di un tempio antico: l’edificio è un ex oratorio campestre risalente presumibilmente al XVII secolo.
Nel 1999, dopo il recupero da parte del Comune, l’oratorio è stato destinato ad attività di promozione turistica ed enogastronomica, assumendo l’attuale denominazione.
Durante manifestazioni e iniziative stagionali, il Tempio del Moscato diventa uno spazio dedicato alla valorizzazione dei vini locali, con degustazioni e incontri legati alla cultura enologica dell’Oltrepò.
Il protagonista è il Moscato Bianco, vitigno aromatico da cui si ottengono vini caratterizzati da profumi floreali e fruttati.
Volpara rappresenta quindi il luogo ideale per concludere simbolicamente un viaggio che, partendo dal Pinot Nero di Montecalvo Versiggia, attraversa la storia dello spumante e raggiunge un’altra importante tradizione vinicola della Valle Versa.
Attenzione: il Tempio del Moscato non è un’enoteca con apertura quotidiana. Le degustazioni vengono organizzate in occasione di eventi e iniziative specifiche, soprattutto durante il periodo estivo.
La Valle Versa, tra cultura del vino e borghi da scoprire
La Valle Versa è una delle destinazioni più interessanti dell’Oltrepò Pavese per chi desidera conoscere il territorio attraverso le sue tradizioni enogastronomiche.
Ma il suo fascino non si esaurisce nei vigneti.
Il Museo del Cavatappi di Montecalvo Versiggia, la storia spumantistica di Santa Maria della Versa, la torre medievale di Soriasco, le case in pietra di Golferenzo e il Tempio del Moscato di Volpara dimostrano quanto sia ricco e variegato il patrimonio di questa valle.
Cinque località, ciascuna con una propria identità, compongono un itinerario che unisce storia, cultura, paesaggio e gastronomia.
Un’idea per trascorrere una giornata diversa nell’Oltrepò Pavese, scoprendo luoghi curiosi e tradizioni che continuano a caratterizzare la vita delle sue colline.