Tra le campagne dell’Oltrepò Pavese esiste un piccolo borgo che, dietro un’apparenza tranquilla e raccolta, nasconde una storia sorprendentemente ricca. È Porana, frazione del comune di Pizzale, poche case immerse nel paesaggio rurale ma un passato capace di incrociare personaggi molto lontani tra loro: un celebre ingegnere dell’Ottocento, un re d’Italia e persino Ornella Vanoni, che proprio qui scelse di celebrare il suo matrimonio nel 1960. Un luogo poco conosciuto, ma perfetto per chi ama scoprire quell’Oltrepò fatto di piccole storie, architetture particolari e angoli rimasti fuori dai percorsi più frequentati.
Ornella Vanoni si sposò a Porana nel 1960
È probabilmente la curiosità più sorprendente legata al borgo. Il 6 giugno 1960 Ornella Vanoni sposò Lucio Ardenzi nella chiesa di San Crispino, nel cuore di Porana. La cantante era allora agli inizi di una carriera destinata a renderla una delle interpreti più importanti della musica italiana.
La notizia è rimasta a lungo nella memoria del paese. Secondo la ricostruzione pubblicata dalla Provincia Pavese, Vanoni arrivò a Porana con un vestito giallo e un cappello bianco, mentre numerosi abitanti si radunarono per assistere a quello che, per una frazione così piccola, rappresentava un avvenimento eccezionale. Dopo la cerimonia, il ricevimento si svolse nella vicina Villa Meroni, con la cui famiglia la cantante aveva rapporti di amicizia.
Un episodio che oggi aggiunge un ulteriore tassello alla storia di Porana e rende questo piccolo angolo dell’Oltrepò ancora più particolare.
La chiesa di San Crispino, cuore neogotico di Porana
La chiesa scelta per il matrimonio di Ornella Vanoni è già di per sé uno dei motivi per fermarsi a Porana.
Dedicata a San Crispino, vescovo di Pavia, presenta un caratteristico stile neogotico. All’interno si incontrano archi gotici, volte a crociera, decorazioni e arredi lignei, mentre alcune lapidi ricordano i membri della famiglia Grattoni. Tra gli elementi più interessanti figurano anche un pulpito in legno finemente lavorato e due dipinti del 1863 commissionati da Severino Grattoni.
L’edificio religioso forma quasi un unico scenario con la vicina villa e il suo parco, creando uno degli angoli architettonicamente più riconoscibili di questa parte pianeggiante dell’Oltrepò Pavese.
Villa Grattoni-Meroni e l’ingegnere del traforo del Fréjus
A pochi passi dalla chiesa si trova Villa Grattoni-Meroni, grande dimora immersa nel verde e circondata da un parco con giardino all’italiana. La villa nacque nell’Ottocento su un edificio precedente ed è strettamente legata alla figura dell’ingegnere Severino Grattoni.
Il suo nome porta Porana molto lontano dall’Oltrepò. Grattoni fu infatti uno dei protagonisti della grande stagione dell’ingegneria ferroviaria ottocentesca e partecipò alla realizzazione del traforo ferroviario del Fréjus, insieme a Germain Sommeiller e Sebastiano Grandis. Treccani ricorda Grattoni sia come direttore dei lavori sia tra gli ingegneri legati allo sviluppo delle perforatrici pneumatiche che resero possibile un’opera considerata straordinaria per l’epoca.
In questo modo un piccolo borgo della campagna oltrepadana finisce per essere collegato a una delle grandi imprese infrastrutturali europee del XIX secolo.
Quando a Porana arrivò anche re Umberto I
Ma le sorprese non finiscono qui.
Nel 1883 anche re Umberto I soggiornò a Porana, durante il periodo delle grandi manovre militari che interessavano l’area pavese. La tradizione locale ricorda il pernottamento del sovrano presso la villa, accompagnato dal suo aiutante di campo.
La presenza del re non è soltanto un racconto tramandato nel paese. Un documento particolarmente interessante arriva direttamente dalla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia: alcuni decreti firmati da Umberto I nel settembre 1883 riportano infatti la formula “Dato a Porana, addì 4 settembre 1883”, confermando la presenza del sovrano nella località in quei giorni.
È una piccola curiosità storica, ma racconta bene quanto questo minuscolo nucleo dell’Oltrepò abbia avuto, in determinati momenti, un’importanza ben superiore alle sue dimensioni.
Porana oggi: una piccola deviazione che vale la scoperta
Oggi Porana conserva un’atmosfera completamente diversa. Il borgo è immerso nella campagna del comune di Pizzale e mantiene una dimensione raccolta, lontana dai centri turistici più conosciuti dell’Oltrepò.
Il cuore della visita rimane l’insieme formato dalla chiesa di San Crispino e da Villa Grattoni-Meroni, con il parco e il giardino all’italiana che contribuiscono a rendere particolare il paesaggio. Il Comune di Pizzale descrive Porana proprio come una piccola scoperta tra le campagne pavesi, dove l’architettura neogotica della chiesa dialoga con la grande villa immersa nel verde.
Non è quindi il classico borgo dell’Oltrepò fatto di vicoli medievali, castelli e colline ricoperte di vigneti. Ed è forse proprio questo il suo fascino. Porana racconta un volto differente del territorio: quello della campagna oltrepadana, delle grandi dimore ottocentesche e delle storie che si nascondono dietro luoghi apparentemente semplici.
Un piccolo borgo attraversato dalla grande storia
Poche case, una chiesa e una villa potrebbero sembrare poco. Eppure Porana è riuscita, nel corso di poco più di un secolo, a incrociare alcuni personaggi straordinari.
Qui visse Severino Grattoni, protagonista della costruzione del traforo del Fréjus. Qui soggiornò Umberto I nel 1883. E qui, il 6 giugno 1960, Ornella Vanoni pronunciò il suo sì nella chiesa di San Crispino.
Tre storie apparentemente lontanissime che finiscono per incontrarsi nello stesso minuscolo punto dell’Oltrepò Pavese.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del territorio: a volte basta lasciare le strade più conosciute e fermarsi davanti a una chiesa o a una vecchia villa per scoprire una storia che non ci si sarebbe mai aspettati.