A meno di un’ora da Milano esiste un territorio che in primavera cambia completamente volto. Le colline si colorano di verde, i vigneti si risvegliano, i borghi tornano a vivere e le strade secondarie dell’Oltrepò Pavese diventano uno degli scenari più affascinanti della Lombardia per chi ama pedalare.
Tra salite panoramiche, percorsi tra i filari e strade poco trafficate immerse nella natura, l’Oltrepò Pavese rappresenta oggi una delle mete più interessanti per il cicloturismo nel Nord Italia. Un territorio autentico, dove la bicicletta permette di entrare davvero in contatto con paesaggi, tradizioni e sapori locali.
Dalla Greenway Voghera–Varzi alle strade che salgono verso il Passo Penice, passando per i percorsi collinari tra Rocca Susella, Zavattarello e il cosiddetto “Piccolo Stelvio”, l’Oltrepò offre itinerari adatti sia agli amatori sia ai ciclisti più allenati.
Perché l’Oltrepò Pavese è perfetto da scoprire in bicicletta
Il grande punto di forza dell’Oltrepò Pavese è la varietà del paesaggio. In pochi chilometri si passa dalla pianura alle colline vitate fino ai panorami appenninici del Monte Penice.
Le strade secondarie a bassa percorrenza, i continui saliscendi e la presenza di numerosi borghi storici rendono ogni uscita diversa dall’altra. In primavera, poi, il territorio dà il meglio di sé: le temperature sono ideali per pedalare, i vigneti iniziano a germogliare e la campagna si riempie di colori e profumi.
Molti itinerari sono inoltre facilmente raggiungibili anche in treno con la bicicletta al seguito, grazie ai collegamenti ferroviari con Voghera e Pavia, rendendo l’Oltrepò una destinazione perfetta anche per una gita di giornata da Milano o dalle principali città lombarde.
Dal fondovalle al Monte Penice: la salita simbolo dell’Oltrepò Pavese
Tra gli itinerari più iconici per gli appassionati delle due ruote c’è senza dubbio quello che conduce al Passo Penice, una delle salite più amate dai ciclisti lombardi.
Il percorso parte da Voghera e segue inizialmente il fondovalle della Valle Staffora fino a Varzi, attraversando circa 38 chilometri ideali per scaldare le gambe tra campi coltivati, piccoli paesi e scorci collinari.
Da Varzi inizia la vera salita verso il Passo Penice: circa 15 chilometri con un dislivello di quasi 700 metri che portano progressivamente dai vigneti e dai boschi collinari ai paesaggi montani dell’Appennino.
Pedalata dopo pedalata il panorama cambia completamente. Le curve diventano più strette, l’aria più fresca e il silenzio della montagna accompagna gli ultimi chilometri di ascesa.
Le pendenze più impegnative si concentrano nella parte finale della salita, soprattutto negli ultimi cinque chilometri, ma l’arrivo a quota 1.145 metri ripaga ogni fatica. Dal Passo Penice lo sguardo si apre sulla Val Trebbia, sul Piacentino e sulle montagne dell’Appennino settentrionale, regalando uno dei panorami più belli dell’intero territorio oltrepadano.
Tra vigneti e boschi: l’anello da Voghera a Rocca Susella
Per chi ama i percorsi collinari ricchi di continui cambi di ritmo, uno degli itinerari più suggestivi è quello ad anello tra Voghera, Codevilla e Rocca Susella.
Il percorso inizia dalla stazione ferroviaria di Voghera e sfrutta il primo tratto della Greenway Voghera–Varzi, una delle ciclovie più conosciute dell’Oltrepò Pavese, ideale per iniziare a pedalare in tranquillità.
All’altezza di Codevilla si lascia la ciclabile per entrare nel cuore delle colline oltrepadane. Qui il paesaggio cambia rapidamente: le strade diventano più strette e silenziose, immerse tra vigneti, piccoli boschi e campi dove trovano spazio anche numerose arnie colorate.
L’itinerario è lungo circa 40 chilometri e presenta continui saliscendi che richiedono un buon allenamento, soprattutto per chi utilizza una bici muscolare. Le salite non sono lunghissime ma spesso intense, con tratti ripidi che mettono alla prova le gambe.
Uno dei punti più panoramici del percorso è la zona di Monte Magrera, da cui si aprono splendide viste sulle colline dell’Oltrepò Pavese. Da Rocca Susella si prosegue poi in discesa verso Nazzano e Codevilla, chiudendo un anello estremamente vario e scenografico.
Il “Piccolo Stelvio” dell’Oltrepò: da Voghera verso Zavattarello e Pavia
Esiste poi un itinerario che molti ciclisti considerano tra i più spettacolari dell’intero Oltrepò Pavese: quello che attraversa le colline tra Voghera, Zavattarello e il cosiddetto “Piccolo Stelvio”.
Si tratta di un percorso che alterna pianura, salite collinari e tratti immersi nella natura appenninica, ideale per chi cerca una lunga giornata in bicicletta tra paesaggi sempre diversi.
Da Voghera si pedala inizialmente verso Rivazzano Terme attraversando tratti pianeggianti e strade tranquille. Superato il Torrente Staffora, il percorso inizia però a cambiare volto: le salite diventano più frequenti e il paesaggio si trasforma in una continua successione di vigneti, alberi da frutto, campi e boschi.
La zona di Ponte Nizza e Zavattarello rappresenta uno dei punti più suggestivi dell’intero itinerario. Qui il ciclista attraversa un autentico Oltrepò collinare fatto di curve, piccoli borghi e scorci panoramici.
Molto affascinante anche il passaggio nei pressi del Castello Dal Verme di Zavattarello, immerso nel verde del parco che domina il paese.
Il percorso prosegue poi costeggiando il Torrente Tidone e il Lago di Trebecco, fino ad arrivare alla celebre salita finale soprannominata “Piccolo Stelvio”: una serie di tornanti che ricordano, in scala ridotta, le grandi salite alpine.
Dopo l’ultima fatica arriva la lunga discesa verso la pianura e la città di Pavia, conclusione perfetta di uno degli itinerari ciclistici più completi e panoramici della Lombardia.
Oltrepò Pavese: un territorio da vivere lentamente
Pedalare in Oltrepò Pavese non significa soltanto fare sport. Significa attraversare un territorio autentico, fermarsi nei borghi, osservare i vigneti che cambiano colore con le stagioni e scoprire una Lombardia diversa, più lenta e ancora profondamente legata alla propria identità.
La primavera è probabilmente il momento migliore per vivere questi itinerari: le giornate lunghe, il clima mite e i paesaggi in piena rinascita trasformano ogni uscita in un’esperienza immersiva tra natura, sport ed enogastronomia.
E dopo la fatica della salita, l’Oltrepò sa sempre come ripagare i ciclisti: un calice di Pinot Nero, un tagliere di Salame di Varzi DOP o una sosta in una trattoria di collina diventano parte integrante del viaggio.