Ci sono sentieri che conducono a una vetta, altri a un borgo. Il Sentiero del Pomorosso, nell’Oltrepò Pavese, conduce invece verso un confine: quello tra Lombardia ed Emilia-Romagna, lungo le colline che separano la Valle Versa dalla vicina Val Tidone.
Si parte da Golferenzo, uno dei borghi più riconoscibili dell’Oltrepò, ma basta allontanarsi dalle sue case in pietra per entrare in un paesaggio completamente diverso. Vigneti, crinali, strade secondarie e piccoli nuclei rurali accompagnano un itinerario ad anello di circa 10 chilometri, fino a raggiungere la zona di Tassara, oggi in provincia di Piacenza.
Non è soltanto una passeggiata panoramica. Questo tratto di collina conserva infatti la memoria di una frontiera che, prima dell’Unità d’Italia, separava territori appartenenti a Stati diversi. Proprio a Tassara esisteva una stazione doganale.
Il Sentiero del Pomorosso: da Golferenzo verso la Val Tidone
Il punto di partenza indicato per il Sentiero del Pomorosso è nel centro di Golferenzo, dalla Piazzetta di Via Brevio.
Da qui il percorso si sviluppa sulle colline orientali dell’Oltrepò Pavese, in direzione della Val Tidone. Secondo la scheda dell’Unione dei Comuni Alta Valle Versa, l’anello misura circa 10 chilometri, con approssimativamente 4 chilometri su sentiero e 6 chilometri su strade secondarie asfaltate.
Il dislivello complessivo è nell’ordine dei 200 metri e il tempo indicativo è di circa quattro ore comprese le soste. È quindi un percorso accessibile a chi è abituato a camminare, ma non va confuso con una semplice passeggiata nel borgo: il tracciato è classificato come escursionistico e comprende tratti in salita.
La particolarità arriva procedendo verso est. Il paesaggio si apre progressivamente verso due territori: da una parte la Valle Versa, in Lombardia, dall’altra la Val Tidone, che scende nel Piacentino.
È qui che il Sentiero del Pomorosso assume il carattere di un vero cammino di confine.
Un confine che un tempo separava Stati diversi
Oggi passare dalla provincia di Pavia a quella di Piacenza significa quasi soltanto oltrepassare un confine amministrativo. Per secoli non fu così.
Queste colline si trovavano lungo una zona di frontiera tra il territorio pavese legato agli Stati sabaudi e quello piacentino. La memoria di quel confine è ancora leggibile nel paesaggio, nei nuclei fortificati e soprattutto nella storia di Tassara.
La documentazione del Comune di Nibbiano, oggi confluito nel Comune di Alta Val Tidone, ricorda che la località acquisì particolare importanza dopo il 1815, durante il Ducato governato da Maria Luigia d’Austria, quando divenne una stazione di dogana verso il confine piemontese.
Il dato rende molto più interessante il percorso: camminare qui significa seguire un territorio nel quale, due secoli fa, il passaggio da una collina all’altra poteva voler dire entrare in un altro Stato.
Tassara e il castello sulla frontiera
L’altro punto simbolico dell’itinerario è proprio Tassara, piccolo centro medievale dell’attuale Alta Val Tidone.
Qui sorge ancora il Castello di Tassara, costruito sulle fondazioni di un precedente fortilizio medievale e appartenuto nei secoli anche ai marchesi Malvicini Fontana. La struttura venne successivamente modificata e trasformata in residenza.
La presenza del castello, delle antiche vie di collegamento e della dogana aiuta a capire perché questo tratto di territorio avesse un valore strategico: non era una periferia lontana dai grandi centri, ma un punto di passaggio tra aree politiche ed economiche differenti.
Ed è probabilmente questo l’elemento più interessante del Sentiero del Pomorosso: il paesaggio racconta ancora la funzione che ebbe per secoli.
Due valli nello stesso panorama
Anche senza conoscere la storia, il percorso merita per il paesaggio.
Il crinale permette di osservare alternativamente la Valle Versa e la Val Tidone, mostrando due versanti dello stesso sistema collinare. Lungo il ritorno verso Golferenzo, le fonti turistiche territoriali segnalano inoltre visuali verso il crinale che divide la Valle Versa dalla Valle Scuropasso, con all’orizzonte la sagoma di Montecalvo Versiggia.
È un Oltrepò leggermente diverso da quello delle cartoline più conosciute. Ci sono ancora i vigneti, naturalmente, ma progressivamente acquistano spazio boschi, strade di crinale, cascine e piccoli insediamenti.
La posizione di Golferenzo aiuta a capire perché: il territorio comunale si spinge verso est fino al confine con l’attuale Alta Val Tidone, mentre tra le località appartenenti al comune compare proprio Pomorosso, da cui prende il nome il percorso.
Golferenzo non è soltanto il punto di partenza
Il vantaggio dell’itinerario è che permette di abbinare il trekking alla visita di uno dei borghi più noti della zona.
Prima o dopo il cammino vale quindi la pena dedicare tempo al centro storico di Golferenzo, caratterizzato da case in pietra e vicoli raccolti. Tra i luoghi segnalati lungo l’itinerario figurano la chiesa di San Nicola, il Palazzo dei Signori e la Villa dell’Ammiraglio.
Il borgo si trova a circa 460 metri di quota e occupa una posizione dominante sulla Valle Versa, elemento che spiega le ampie visuali che accompagnano già i primi tratti del percorso. Il Comune indica per il proprio territorio quote comprese tra 225 e 601 metri.
Ma percorrere il Sentiero del Pomorosso consente soprattutto di andare oltre l’immagine più conosciuta di Golferenzo: dal borgo restaurato si passa rapidamente a un paesaggio agricolo e rurale dove il confine tra Oltrepò e Piacentino diventa quasi impercettibile.
Quanto è lungo e quanto è difficile il Sentiero del Pomorosso?
Le caratteristiche principali indicate dalle fonti territoriali sono:
- partenza e arrivo: Golferenzo, Piazzetta di Via Brevio;
- tipologia: percorso ad anello;
- lunghezza: circa 10 km;
- dislivello: circa 200 metri;
- durata indicativa: circa 4 ore comprese le soste;
- fondo: circa 4 km su sentiero e 6 km su strade secondarie asfaltate;
- difficoltà: escursionistica (E).
Non presenta particolari difficoltà tecniche, ma sono consigliate scarpe adatte al cammino, soprattutto per i tratti sterrati e in caso di terreno umido.
Prima di partire è inoltre sempre opportuno verificare le condizioni del tracciato e quelle meteorologiche: le caratteristiche di un sentiero possono cambiare nel tempo per manutenzioni, vegetazione o maltempo.
Un modo diverso di scoprire l’Oltrepò Pavese
Il Sentiero del Pomorosso non deve la propria particolarità a una cascata spettacolare, a un ponte sospeso o a una grande vetta.
Il suo fascino è più discreto.
In una decina di chilometri mette insieme Golferenzo, i vigneti della Valle Versa, il paesaggio della Val Tidone, un castello medievale e la memoria di un antico confine.
Oggi tra Lombardia ed Emilia-Romagna non ci sono dogane da attraversare. Rimangono però le colline sulle quali quel confine correva e i luoghi che ne raccontano la storia.
Ed è proprio questo a rendere il Sentiero del Pomorosso uno degli itinerari più curiosi da percorrere nell’Oltrepò Pavese: un cammino nel quale, quasi senza accorgersene, si passa da una valle all’altra e da una regione all’altra seguendo le tracce di una frontiera che non esiste più.