Procedendo da Milano in direzione sud, il viaggiatore che supera il Po entra in un territorio sorprendente, mosso e rigoglioso, fresco d’estate e mai rigido d’inverno. È l’Oltrepò Pavese, un’area che segna un vero cambio di ritmo rispetto alla città: qui il paesaggio si apre, l’aria si fa più pulita e il tempo sembra finalmente rallentare.

Un tempo l’Oltrepò Pavese era soprattutto terra di agricoltura e vita di campagna. Negli ultimi anni, però, si è trasformato in un autentico buen retiro per intellettuali, artisti e viaggiatori in fuga dal caos urbano, scelto per il relax, il silenzio e la capacità di alimentare la creatività. Un luogo dove non si arriva per caso e dal quale, spesso, si fatica ad andare via.

Borghi, paesi e terme: il volto accogliente dell’Oltrepò

I magnifici paesi dell’Oltrepò Pavese meritano una visita lenta e curiosa. Varzi racconta secoli di storia attraverso il suo centro medievale e le botteghe tradizionali, mentre Fortunago, inserito tra i borghi più belli d’Italia, incanta con le case in pietra, i vicoli curati e i panorami che si aprono sulle colline.

Chi cerca una pausa rigenerante apprezzerà invece una sosta a Rivanazzano Terme, storica località termale immersa nel verde, dove il benessere è parte integrante dell’identità del territorio. Qui il relax non è un lusso, ma una naturale conseguenza dell’ambiente.

Colline, vigneti e castelli: un paesaggio che nutre anima e corpo

L’Oltrepò è terra di dolci colline ricoperte dai vigneti, punteggiate da castelli medievali che dominano il paesaggio. Alcuni sono diventati residenze di charme, altri restano affascinanti vestigia del passato, testimoni silenziosi di una storia lunga e stratificata. È una terra di quiete e bellezza, capace di offrire cibo per l’anima e per il corpo.

Il segreto del successo di quest’area è racchiuso in una frase semplice, spesso affissa all’ingresso degli agriturismi più genuini e ruspanti della zona: Hic manebo optime. “Qui si sta benissimo”. Uno stato di grazia che nasce dal paesaggio, dall’aria pulita e dalla vista sulla pianura, ma anche dal buon cibo e dall’ottimo vino.

Una grande terra di vini, tra Doc e Metodo Classico

L’Oltrepò Pavese è uno dei territori vitivinicoli più importanti d’Italia. Sono infatti trentasei i vini DOC prodotti in quest’area, principalmente da uve Croatina e Barbera per i rossi, Riesling e Moscato per i bianchi. A questi si affianca l’eccellenza dell’Oltrepò Pavese Spumante Metodo Classico DOCG, realizzato con Pinot Nero, Pinot Grigio, Pinot Bianco e Chardonnay.

Questi colli, dove la vite trova un ambiente ideale, producono un dato sorprendente: tre quarti di tutto il Pinot Nero d’Italia. Un primato che racconta meglio di qualsiasi slogan il valore e il potenziale enologico di questo territorio, sempre più apprezzato da appassionati e addetti ai lavori.

Tradizione a tavola: il Salame di Varzi DOP

La cucina tradizionale dell’Oltrepò Pavese ama la carne e le ricette della memoria. Uno dei prodotti tipici più noti è il Salame di Varzi DOP, le cui origini risalgono a quasi duemila anni fa. Nacque quando i Longobardi risolsero così il problema di nutrirsi durante i loro spostamenti in un continente dal clima sempre più rigido e dalle risorse limitate.

La sua unicità dipende da una caratteristica rara nel mondo degli insaccati: viene prodotto utilizzando tutte le parti del maiale, comprese quelle “nobili” che altrove diventano prosciutti o vengono consumate fresche. Un equilibrio perfetto di sapori che racconta il legame profondo tra territorio, storia e saper fare.

Un’Italia autentica, tutta da scoprire

L’Oltrepò Pavese non è una destinazione da visitare in fretta. È un luogo da vivere lentamente, tra un borgo e una degustazione, una passeggiata tra i vigneti e un tramonto sulle colline. Un angolo d’Italia autentica che inizia oltre il Po e che, una volta scoperto, lascia il segno.