Ci sono dischi che si ascoltano e altri che si vivono. Instabasua, il nuovo lavoro di Stefano Valla e Daniele Scurati, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Non è solo un progetto musicale, ma un racconto profondo che attraversa territori, generazioni e memorie, restituendo tutta la forza di una tradizione che non smette di evolversi.
In un tempo in cui la musica sembra spesso consumarsi in pochi istanti, questo disco sceglie una strada diversa. È un invito a rallentare, ad ascoltare davvero, a lasciarsi trasportare dentro un mondo che ha radici antiche ma una voce sorprendentemente attuale.
Un disco che nasce dentro il territorio
Instabasua prende forma nell’agosto del 2025, in un luogo che è molto più di una semplice ambientazione: la casa di Stefano Valla a Cegni, nel cuore dell’Oltrepò Pavese. È qui, tra colline, silenzi e incontri, che il disco viene registrato.
Questa scelta non è casuale. Si percepisce in ogni traccia una dimensione intima, autentica, lontana dalle costruzioni troppo perfette degli studi di registrazione. Il suono è vivo, diretto, capace di restituire non solo la musica, ma anche l’atmosfera che l’ha generata.
Ascoltando il disco si ha la sensazione di essere lì, in quella stanza, tra strumenti, respiri e sguardi condivisi.
Il significato di Instabasua
Il titolo stesso racchiude una chiave di lettura importante. “Instabasua”, espressione dialettale che richiama la “bassa ora”, suggerisce un tempo sospeso, una fase della giornata – e forse della vita – in cui qualcosa cambia, si trasforma, si ridefinisce.
C’è una dimensione personale, legata alla maturità degli artisti, ma anche una lettura più ampia, quasi collettiva, che rimanda a un presente incerto, in continuo movimento. Allo stesso tempo, richiama la sera delle feste, il momento in cui le comunità si ritrovano, quando la musica inizia davvero a vivere.
Ed è proprio in questo equilibrio tra riflessione e condivisione che il disco trova la sua identità più profonda.
Due protagonisti tra memoria e contemporaneità
Stefano Valla e Daniele Scurati rappresentano molto più di un duo musicale. Sono, a tutti gli effetti, un punto di riferimento per la tradizione delle Quattro Province, ma la loro forza sta nella capacità di non limitarsi a conservarla.
Valla, con il suo piffero, porta con sé un’eredità che affonda nelle radici più autentiche di questo territorio, costruita attraverso l’incontro con grandi maestri e una vita dedicata alla musica. Scurati, alla fisarmonica, dialoga con questo linguaggio in modo naturale, ampliandone le possibilità espressive.
Insieme creano un equilibrio raro, in cui ogni brano non è mai una semplice esecuzione, ma un momento unico, aperto all’improvvisazione, capace di rinnovarsi ogni volta. È proprio questa dimensione dinamica che rende il loro lavoro così attuale.
Un viaggio tra danze, canti e nuove visioni
Il disco si sviluppa come un percorso che attraversa diverse forme della tradizione musicale delle Quattro Province. Le danze, i canti, le melodie si intrecciano senza soluzione di continuità, dando vita a un racconto sonoro ricco e stratificato.
Ci sono momenti più intimi, quasi sospesi, in cui emerge una dimensione narrativa profonda, e altri più energici, legati al mondo del ballo e della festa. Alcuni brani affondano nella tradizione più pura, altri si aprono a nuove interpretazioni, dimostrando quanto questo linguaggio sia ancora fertile.
Tra i passaggi più evocativi si percepisce anche una sensibilità contemporanea, come nel caso di composizioni che dialogano con suggestioni artistiche più ampie, capaci di ampliare ulteriormente il respiro del disco.
Le collaborazioni presenti arricchiscono il progetto senza snaturarlo, inserendosi in modo naturale in un equilibrio già solido.
Le Quattro Province e l’identità sonora di un territorio
Per comprendere davvero Instabasua è necessario andare oltre la musica e guardare al territorio da cui nasce. Le Quattro Province non sono solo un’area geografica, ma un sistema culturale complesso, dove la musica è sempre stata parte integrante della vita quotidiana.
In queste valli, tra Oltrepò Pavese, Val Trebbia, Val Borbera e Val Staffora, il suono del piffero e della fisarmonica accompagna da sempre i momenti più importanti della comunità. Non è una tradizione da museo, ma un patrimonio vivo, che continua a trasformarsi.
L’Oltrepò, in particolare, rappresenta uno dei luoghi in cui questo legame è ancora fortissimo. Qui la musica non è solo ascolto, ma esperienza condivisa, relazione, identità.
Un disco necessario, oggi
In un panorama musicale spesso dominato dalla velocità e dalla superficialità, Instabasua si muove in controtendenza. È un disco che richiede attenzione, che non si lascia consumare rapidamente, ma che cresce ascolto dopo ascolto.
Ed è proprio questa sua natura a renderlo così attuale. Perché, in fondo, racconta qualcosa di cui oggi si sente sempre più il bisogno: il valore del tempo, della profondità, delle radici.
Non è un’operazione nostalgica, ma un esempio concreto di come la tradizione possa continuare a parlare al presente, trovando nuove forme senza perdere la propria autenticità.
Se vuoi entrare davvero nell’atmosfera di questo disco, il modo migliore è ascoltarlo.
Sulla pagina ufficiale di Stefano Valla e Daniele Scurati puoi trovare Instabasua e lasciarti accompagnare dentro il mondo delle Quattro Province.