Ci sono luoghi dell’Oltrepò Pavese nei quali basta allontanarsi di pochi chilometri dalla strada di fondovalle per cambiare completamente paesaggio. Il ponte tibetano e le grotte di San Ponzo sono uno di questi. Tra San Ponzo Semola, Guardamonte e le pendici del Monte Vallassa si sviluppa infatti un itinerario che unisce boschi di castagno, pareti di arenaria, storia religiosa, panorami sulla Valle Staffora e, dal 2026, anche l’emozione di attraversare un ponte sospeso nel vuoto.
È una delle escursioni più particolari dell’Oltrepò perché, in pochi chilometri, permette di passare da un antico borgo in pietra a un luogo legato alla figura di un eremita, per poi salire verso il crinale e raggiungere il nuovo ponte sospeso tra i territori di Ponte Nizza e Cecima.
Ponte tibetano e grotte di San Ponzo: da dove parte l’escursione
Il punto di partenza più suggestivo per raggiungere il ponte tibetano e le grotte di San Ponzo è San Ponzo Semola, piccola frazione di Ponte Nizza immersa nella Valle Staffora.
Da qui parte il sentiero che sale progressivamente nel bosco verso le grotte e successivamente verso Guardamonte. Secondo le indicazioni ufficiali del Comune di Ponte Nizza, San Ponzo Semola si trova a circa 308 metri di quota, mentre le grotte vengono raggiunte dopo circa 2,5 chilometri, a circa 550 metri di altitudine. Continuando a salire si arriva a Guardamonte dopo circa 4,4 chilometri, raggiungendo quota 685 metri.
Si tratta quindi di un percorso caratterizzato da una salita abbastanza costante, ma senza pendenze estreme lungo il tracciato principale. La vera bellezza sta nella varietà degli ambienti attraversati: prati e piccoli nuclei rurali lasciano progressivamente spazio al bosco, fino alle formazioni rocciose del Guardamonte.
Le grotte di San Ponzo nascoste nel bosco
La prima grande sorpresa dell’itinerario sono le grotte di San Ponzo, immerse nel verde e legate da secoli alla tradizione religiosa locale.
Le cavità si aprono nella roccia in un ambiente particolarmente raccolto, quasi nascosto dalla vegetazione. La tradizione lega questo luogo alla figura di San Ponzo, che avrebbe scelto queste montagne come luogo di eremitaggio. Ancora oggi il sito mantiene una forte dimensione spirituale e rappresenta una meta di devozione oltre che di escursionismo.
Il complesso delle grotte e l’antico borgo di San Ponzo sono segnalati anche dal FAI tra i luoghi di interesse del territorio.
Un luogo dove natura e leggenda si incontrano
Raggiungere le grotte di San Ponzo a piedi permette di capire perché questo luogo abbia alimentato nei secoli racconti e tradizioni popolari.
L’acqua che filtra attraverso la roccia ha assunto nella devozione locale un significato particolare e il sito continua a essere frequentato anche per questa componente spirituale.
Ma l’interesse delle grotte non è soltanto religioso. L’intera zona di Guardamonte e del Monte Vallassa presenta affioramenti rocciosi e testimonianze geologiche che rendono il percorso interessante anche dal punto di vista naturalistico.
Da San Ponzo a Guardamonte attraverso i boschi
Superate le grotte, il percorso verso Guardamonte continua guadagnando progressivamente quota.
È probabilmente questo il tratto che restituisce maggiormente la sensazione di trovarsi nell’Appennino, nonostante la relativa vicinanza ai centri della Valle Staffora.
I boschi si alternano ad aperture panoramiche e affioramenti rocciosi, mentre il paesaggio diventa progressivamente più selvaggio.
Guardamonte si trova infatti nell’area del Monte Vallassa, rilievo che raggiunge circa 756 metri di quota e separa la Valle Staffora dalla vicina Val Curone. È una zona particolarmente interessante anche per la presenza delle caratteristiche Balze di Guardamonte e di importanti testimonianze archeologiche.
Il nuovo ponte tibetano dell’Oltrepò Pavese
La grande novità dell’itinerario è arrivata nel 2026 con il nuovo ponte tibetano dell’Oltrepò Pavese, più correttamente indicato dalle amministrazioni locali come ponte sospeso.
La struttura è stata inaugurata il 16 maggio 2026 e ha aggiunto una componente decisamente più avventurosa alla rete escursionistica tra Cecima, Guardamonte e Ponte Nizza.
Il ponte attraversa una zona boscosa molto suggestiva e permette di osservare il paesaggio da una prospettiva completamente differente rispetto ai normali sentieri.
Non è quindi soltanto un’attrazione fine a se stessa: può diventare uno dei punti più spettacolari di un’escursione più ampia alla scoperta di questa parte dell’Alto Oltrepò.
Come raggiungere il ponte sospeso
Chi vuole raggiungere direttamente il ponte sospeso di Guardamonte può partire anche dal versante di Cecima.
Il Comune di Ponte Nizza indica come accesso più breve quello da Serra del Monte, proseguendo in direzione di Cà del Monte e seguendo successivamente la segnaletica dei sentieri CAI 194 e CAI 193.
Chi invece parte da San Ponzo può costruire un’escursione più completa collegando le grotte, Guardamonte e l’area del ponte, trasformando la giornata in un vero trekking nella parte più selvaggia della Valle Staffora.
Attraversare il ponte: le regole da conoscere
Il ponte tibetano dell’Oltrepò Pavese è liberamente inserito nella rete sentieristica, ma il suo attraversamento è disciplinato da precise norme di sicurezza.
Per la stagione 2026 il Comune ha stabilito che il ponte possa essere utilizzato solamente dall’alba al tramonto e con un massimo di 10 persone contemporaneamente.
Sono inoltre obbligatorie scarpe idonee da trekking. L’accesso è vietato in caso di maltempo e non è consentito attraversare la struttura con biciclette o animali. Per il 2026 l’apertura è prevista fino al mese di ottobre.
Prima di partire è quindi sempre consigliabile verificare eventuali comunicazioni aggiornate dei Comuni interessati, soprattutto dopo giornate di forte pioggia o condizioni meteorologiche avverse.
San Ponzo Semola merita una sosta
L’escursione al ponte tibetano e alle grotte di San Ponzo non dovrebbe iniziare senza concedersi qualche minuto nel piccolo borgo di San Ponzo Semola.
Le case in pietra, le corti e la pieve raccontano un Oltrepò molto diverso da quello delle colline vitate più vicine alla pianura.
San Ponzo è documentato almeno dal Medioevo: nel 943 il borgo venne donato insieme alla vicina Cecima dai re Ugo e Lotario al vescovo di Pavia. Successivamente rimase per secoli legato alle vicende feudali di questa parte dell’Appennino.
È proprio questa sovrapposizione tra storia, religione e paesaggio a rendere la partenza dal borgo molto più affascinante rispetto a un semplice avvicinamento al sentiero.
Perché questa è una delle escursioni più particolari dell’Oltrepò
Definirla semplicemente una passeggiata sarebbe riduttivo.
Il ponte tibetano e le grotte di San Ponzo concentrano in un unico itinerario quasi tutte le anime dell’Oltrepò montano: il borgo medievale, la tradizione religiosa, il bosco, la geologia, i panorami della Valle Staffora e ora anche l’emozione di camminare sospesi tra due versanti.
Non è necessario andare sulle Alpi per trovare un percorso capace di regalare una piccola sensazione d’avventura. A San Ponzo basta lasciare l’auto, entrare nel bosco e iniziare a salire.
Pochi chilometri più avanti l’Oltrepò cambia completamente volto.