Ci sono luoghi dell’Oltrepò Pavese che invitano a camminare guardando il paesaggio. Ce ne sono altri nei quali vale la pena, ogni tanto, fermarsi e alzare gli occhi verso gli alberi e il cielo.

È questo lo spirito del sentiero dedicato al birdwatching nel territorio di Ponte Nizza, un itinerario che collega l’area delle vasche di San Ponzo con l’Eremo di Sant’Alberto di Butrio, attraversando alcuni degli ambienti naturalisticamente più interessanti di questo settore della Valle Staffora.

Un percorso relativamente breve, ma sorprendentemente vario, pensato non soltanto per gli appassionati di avifauna: lungo il cammino si alternano boschi, radure, zone aperte e punti panoramici, mentre pannelli e strutture didattiche aiutano a leggere ciò che normalmente attraversiamo senza accorgercene. Il progetto lo definisce, non a caso, una sorta di “riassunto naturalistico” di questa parte dell’Oltrepò Pavese.

331 specie osservate in Oltrepò Pavese

Il numero che più sorprende riguarda la ricchezza dell’avifauna del territorio.

Secondo i dati pubblicati dal progetto Birdwatching in Oltrepò Pavese, sono 331 le specie di uccelli osservate nel tempo nell’intero Oltrepò Pavese. Di queste, circa 130 sono state avvistate entro i confini del Comune di Ponte Nizza, territorio nel quale si sviluppa il percorso.

È importante leggere correttamente questi numeri: non significa naturalmente che tutte queste specie siano presenti contemporaneamente o osservabili durante una singola escursione. Gli avvistamenti dipendono dalla stagione, dagli ambienti attraversati, dagli spostamenti migratori e anche da una buona dose di pazienza.

Ed è forse proprio questo il fascino del birdwatching: il sentiero rimane lo stesso, ma ciò che si può osservare cambia durante l’anno.

Da San Ponzo all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio

Il percorso principale parte nei pressi delle cosiddette vasche di San Ponzo, nel territorio di Ponte Nizza, e sale progressivamente verso Sant’Alberto di Butrio.

Secondo la cartografia ufficiale, lungo il tragitto vengono toccate o attraversate le aree di Vignola, Monte Nocelle e Pian del Lago, indicate dal progetto tra quelle di maggiore interesse naturalistico. La meta conclusiva è l’Eremo di Sant’Alberto di Butrio, a circa 675 metri di quota.

La mappa ufficiale indica, a seconda del tracciato e della variante utilizzata, una lunghezza complessiva di circa 6,5-6,9 chilometri e un dislivello complessivo nell’ordine dei 396 metri. Si passa da circa 279 metri di quota nella zona di partenza fino alle quote superiori ai 600 metri raggiunte nella seconda parte del percorso.

Non si tratta quindi semplicemente di una passeggiata pianeggiante: alcuni tratti presentano pendenze significative e la documentazione tecnica distingue anche segmenti di diversa difficoltà escursionistica. È quindi opportuno affrontarlo con calzature adeguate e valutando preventivamente il tracciato sulla mappa ufficiale.

Sedici punti per imparare a leggere il paesaggio

Una delle caratteristiche più interessanti dell’itinerario è la presenza di 16 leggii esplicativi distribuiti lungo il percorso.

I pannelli raccontano gli ambienti attraversati e l’avifauna tipica delle diverse zone; alcuni approfondiscono invece elementi storico-culturali del territorio. Nei punti di maggiore interesse sono presenti anche bacheche con la mappa del sentiero, oltre ad aree di sosta con panche e tavoli da picnic.

La cartografia del progetto segnala inoltre lungo il tracciato elementi specificamente dedicati alla natura, come mangiatoie e casette-nido per l’avifauna, aiuole didattiche con specie vegetali autoctone, insieme a testimonianze del paesaggio rurale come muretti a secco e antichi selciati.

Il risultato è un sentiero che non chiede semplicemente di essere percorso, ma invita a osservare con maggiore attenzione il territorio.

Vignola, Pian del Lago e Monte Nocelle: il cuore naturalistico del percorso

Tra le zone evidenziate dal progetto ci sono Vignola, Pian del Lago e Monte Nocelle.

È proprio la varietà degli ambienti attraversati a rendere interessante l’itinerario per l’osservazione della fauna: il passaggio tra aree boscate e spazi più aperti crea habitat differenti in una distanza relativamente contenuta.

Ed è qui che il percorso acquista un valore che va oltre il birdwatching. In pochi chilometri permette infatti di leggere alcuni degli elementi tipici dell’Alto Oltrepò: boschi, versanti appenninici, piccoli nuclei rurali e antichi percorsi che conducono progressivamente verso Sant’Alberto.

Un itinerario collegato alla Greenway e ai sentieri CAI

Il sentiero non è isolato dal resto della rete escursionistica della Valle Staffora.

Il progetto segnala infatti la possibilità di collegarlo alla Greenway Voghera-Varzi e ad alcuni sentieri CAI presenti nella zona, creando itinerari più ampi per chi desidera trascorrere un’intera giornata all’aperto.

Anche San Ponzo rappresenta una tappa interessante in sé. Il piccolo borgo in pietra è collegato alle note Grotte di San Ponzo, raggiungibili attraverso un percorso nei boschi di castagno; la zona è inoltre segnalata da VisitPavia come uno dei siti fossiliferi più interessanti dell’Oltrepò Pavese.

All’estremità opposta del percorso si raggiunge invece uno dei luoghi simbolici dell’Alto Oltrepò: l’Eremo di Sant’Alberto di Butrio, immerso nei boschi sopra la Val di Nizza.

In questo modo l’escursione unisce natura, paesaggio e patrimonio storico-religioso in un unico itinerario.

Quando fare birdwatching in Oltrepò

Non esiste una sola stagione adatta all’osservazione degli uccelli.

Primavera e periodi migratori possono offrire una maggiore varietà di presenze, mentre durante il resto dell’anno cambiano specie, comportamento della fauna e visibilità all’interno dei boschi. L’approccio migliore è quindi quello di considerare il sentiero un percorso da riscoprire in momenti diversi.

Per goderselo davvero possono bastare poche cose: binocolo, scarpe adatte, abbigliamento discreto e soprattutto silenzio.

Perché il birdwatching funziona in modo quasi opposto al turismo frettoloso: più lentamente ci si muove, più aumenta la possibilità di accorgersi di ciò che vive intorno a noi.

Un modo diverso di scoprire l’Oltrepò Pavese

L’Oltrepò viene spesso raccontato attraverso i suoi vigneti, i borghi, i castelli e la gastronomia. Ma esiste anche un territorio da osservare in silenzio.

Il sentiero tra San Ponzo e Sant’Alberto di Butrio ne è un esempio particolarmente interessante: meno di sette chilometri capaci di attraversare ambienti differenti e di raccontare la ricchezza naturalistica della Valle Staffora.

E il dato delle 331 specie di uccelli osservate nel tempo in Oltrepò Pavese aiuta a capire quanto questo territorio possa essere interessante anche da un punto di vista faunistico.

A volte, quindi, per scoprire un Oltrepò diverso non serve andare molto lontano.

Basta camminare più lentamente e guardare verso l’alto.