Il consumo di suolo rappresenta la trasformazione irreversibile di superfici agricole, naturali o semi-naturali in aree occupate da infrastrutture permanenti. La perdita di suolo comporta:

  • riduzione della capacità di drenaggio

  • aumento del rischio idrogeologico

  • perdita di biodiversità

  • impatti climatici locali

Il fenomeno appare ancora più critico in un Paese caratterizzato da declino demografico, dove la crescita delle superfici impermeabilizzate non è legata a un reale aumento della popolazione.

Rapporto ISPRA ottobre 2025: Lombardia in forte crescita

Secondo l’ultimo Rapporto ISPRA (ottobre 2025), la Lombardia mostra un quadro preoccupante:

  • 834 ettari consumati nell’ultimo anno

  • +15,3% rispetto all’anno precedente

  • equivalenti a circa 1.170 campi da calcio

Un incremento che conferma un trend ancora espansivo.

Provincia di Pavia e Lomellina: i numeri più critici

Tra i territori maggiormente colpiti emerge la provincia di Pavia, in particolare la Lomellina.

Dal 2006 ad oggi:

  • Parona: 9,77%

  • Mortara: 6,25%

  • Pavia: 3,42%

  • Media regionale: 3,5%

Il dato di Parona risulta nettamente superiore sia alla media regionale sia a centri più grandi.

Logistiche: nuove pressioni territoriali

Il rapporto ISPRA evidenzia un aumento di 69 ettari destinati alla logistica. In provincia di Pavia, già fortemente interessata dal fenomeno, si annunciano nuovi insediamenti a:

  • Casei Gerola

  • Basso Oltrepò

Resta oggetto di discussione la logistica autorizzata a Medassino, nel Comune di Voghera.

Il tema centrale è la mancanza di una programmazione territoriale coordinata, capace di bilanciare sviluppo economico e tutela del suolo agricolo.

Fotovoltaico a terra: +1.702 ettari

Un dato particolarmente significativo riguarda gli impianti fotovoltaici installati a terra, con un incremento di 1.702 ettari, prevalentemente su superfici agricole.

Il punto critico è distinguere tra:

  • transizione energetica virtuosa

  • operazioni meramente speculative

Data center: impatto energetico, idrico e territoriale

Si aggiunge il tema dei data center, strutture che ospitano infrastrutture IT per servizi digitali.

Un progetto recente riguarda Certosa di Pavia.

Il loro impatto si misura in:

  • elevato consumo di elettricità (server + raffreddamento)

  • consumo idrico che può raggiungere milioni di litri al giorno

  • ulteriore occupazione di suolo

Non si tratta solo di una questione energetica, ma di pianificazione territoriale.

PREAC: classificazione dei terreni agricoli

Il Programma Regionale Energia Ambiente e Clima (PREAC) distingue:

Categoria A

Aree agricole DOP e IGP (viti-vinicolo, olivicolo, frutticolo, orticolo, mellifero). Qui sono ammessi solo impianti agrivoltaici avanzati.

Categoria B

  • B1: risaie, vigneti, frutteti, oliveti, orticole, prati permanenti, marcite.

  • B2: seminativi, suddivisi in aree a basso/moderato o elevato valore agricolo.

Molte aree “idonee” per nuovi impianti in provincia di Pavia ricadono proprio in queste categorie.

Agrivoltaico innovativo: requisiti e obiettivi

L’Italia ha fissato l’obiettivo di 1,04 GW di agrivoltaico innovativo entro il 30 giugno 2026.

Negli impianti innovativi:

  • i moduli permettono attività agricole sottostanti

  • vi è reale integrazione tra energia e agricoltura

Requisiti minimi:

  • almeno 70% della superficie destinata ad attività agricole

  • copertura massima moduli: 40%

Il ruolo del progetto agronomico

La resa varia in base alla coltura:

Aumento di produzione (fino al 110%):

  • erba medica

  • zucche e zucchine

  • orzo

  • frumento

Riduzione di produzione:

  • lattuga (-20%)

  • barbabietola (-20%)

  • patate (-20%)

  • soia (-30%)

Il progetto agronomico è quindi centrale per distinguere tra integrazione reale e mera copertura fotovoltaica.

Il nodo dell’80% della PLV

La normativa nazionale impone il mantenimento dell’80% della PLV (Produzione Lorda Vendibile), indice che misura l’incidenza dei ricavi agricoli sui ricavi totali.

Tuttavia:

  • il criterio è difficile da verificare

  • i Comuni non dispongono di competenze tecniche adeguate

  • il rischio di fotovoltaico a terra “mascherato” è concreto

Serve una pianificazione più rigorosa

Il quadro complessivo evidenzia:

  • espansione delle logistiche

  • pressione dei data center

  • crescita del fotovoltaico a terra

  • complessità normativa sull’agrivoltaico

In provincia di Pavia si rende necessaria:

  • una valutazione attenta su nuovi insediamenti

  • un rafforzamento delle competenze degli Enti locali

  • una distinzione chiara tra speculazione e innovazione

L’agrivoltaico può essere una risorsa, ma solo se accompagnato da programmazione territoriale rigorosa e controlli tecnici adeguati, capaci di tutelare il suolo agricolo senza bloccare lo sviluppo sostenibile.

Autore: Patrizio Dolcini