Le Giornate FAI di Primavera 2026 tornano il 21 e 22 marzo con uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’anno, capace di trasformare l’Italia in un vero museo a cielo aperto. Promosse dal Fondo per l’Ambiente Italiano, queste giornate offrono l’opportunità unica di visitare luoghi spesso chiusi al pubblico, riscoprendo il patrimonio storico, artistico e paesaggistico del territorio.

In provincia di Pavia, l’iniziativa assume un valore ancora più speciale grazie al coinvolgimento dell’Oltrepò Pavese, terra ricca di borghi, storia e identità. Tra gli appuntamenti più interessanti spicca senza dubbio quello di Casteggio, dove la Delegazione FAI dell’Oltrepò Pavese propone un percorso affascinante nel cuore del borgo antico.

Casteggio e il borgo del Pistornile: un viaggio tra storia e identità

In occasione delle Giornate FAI di Primavera 2026, Casteggio diventa protagonista con l’itinerario “Il borgo del Pistornile”, un percorso urbano che conduce i visitatori alla scoperta della parte più antica e suggestiva della città.

Il punto di ritrovo è fissato tra Piazza Martiri della Libertà e Via Castello, da cui prende avvio un viaggio tra storia, architettura e personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nel territorio.

Il percorso si apre con il monumento dedicato a Giuseppe Maria Giulietti, esploratore e figura simbolica legata alla città, i cui reperti sono oggi conservati nel Museo Archeologico locale. Da qui si entra nel cuore del borgo, attraversando luoghi che raccontano secoli di vita e trasformazioni.

Tra le tappe più affascinanti spicca la Chiesa di San Sebastiano, un autentico gioiello seicentesco solitamente non accessibile al pubblico, che custodisce al suo interno un prezioso coro ligneo. Proseguendo, si raggiunge la Casa della Feudataria, antica sede del potere cittadino, oggi dimora privata aperta eccezionalmente per l’occasione.

Il percorso si arricchisce poi di suggestioni culturali e letterarie: si passa davanti alle abitazioni legate al poeta dialettale Alessandro Maragliano e alle sorelle Marangoni, dove soggiornò anche un giovane Albert Einstein durante il suo periodo italiano.

A chiudere l’itinerario, la maestosa Vittoria Alata, scultura in bronzo dedicata ai caduti della Grande Guerra, e il cortile della Certosa Cantù, oggi cuore culturale di Casteggio, sede della Biblioteca Civica e del Museo Archeologico.

Orari, info utili e modalità di visita

L’itinerario è accessibile senza prenotazione, con contributo libero, nei seguenti orari:

  • Sabato 21 marzo: dalle 14:00 alle 17:30

  • Domenica 22 marzo: dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:30

  • Ultimi turni: ore 12:00 e 17:00

Si tratta di un’esperienza aperta a tutti, pensata per valorizzare il territorio e renderlo accessibile attraverso il racconto diretto dei volontari FAI.

Evento speciale: museo archeologico e aperitivo in Certosa

Per chi desidera vivere un’esperienza ancora più immersiva, domenica 22 marzo alle ore 18:00 è in programma un evento esclusivo su prenotazione.

La proposta include una visita guidata al Museo Archeologico della Certosa Cantù, accompagnata dalla direttrice Valentina Dezza, seguita da un aperitivo curato dall’Hosteria La Cave Cantù di Damiano Dorati.

Un momento unico che unisce cultura e convivialità, permettendo di scoprire da vicino i reperti storici del territorio e concludere la giornata con i sapori autentici dell’Oltrepò Pavese.

Perché non perdere le Giornate FAI nell’Oltrepò Pavese

Le Giornate FAI di Primavera rappresentano molto più di una semplice visita culturale: sono un’occasione per entrare in contatto con l’anima autentica dei territori. Nell’Oltrepò Pavese questo significa immergersi in borghi ricchi di storia, scoprire luoghi normalmente inaccessibili e riscoprire un patrimonio spesso poco conosciuto ma di grande valore.

Casteggio, con il suo borgo del Pistornile, è l’esempio perfetto di come storia, arte e identità locale possano fondersi in un’esperienza coinvolgente e accessibile a tutti.

Partecipare a queste giornate significa non solo visitare, ma comprendere e valorizzare un territorio che ha ancora molto da raccontare. Un invito a rallentare, osservare e lasciarsi sorprendere dalla bellezza nascosta dell’Oltrepò Pavese.