Hai mai passeggiato tra le colline dell’Oltrepò Pavese chiedendoti chi abbia scritto le prime pagine della sua storia? Ti sei mai chiesto cosa si nasconde dietro i castelli che svettano tra boschi e vigneti, o quali famiglie nobili abbiano modellato il destino di queste terre antiche e misteriose?

Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, tra borghi medievali, silenzi di pietra e paesaggi che parlano di battaglie e alleanze, si staglia il nome di una famiglia potente e affascinante: i Malaspina, signori di castelli, poeti e strateghi di un’epoca che ancora oggi incanta studiosi, viaggiatori e amanti della storia. Ma chi erano davvero i Malaspina? E perché il loro nome continua a riecheggiare nelle valli e tra le torri dell’Alto Oltrepò?

In questo viaggio tra gloria e leggenda, scopriremo le origini della casata, i fasti di Oramala, i legami con Dante e l’eredità indelebile che questa stirpe ha lasciato in alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio.

Le Origini della Casata: un Nome che Punge

Il nome Malaspina inizia a emergere con Alberto II nel 1124, ma affonda le sue radici nel X secolo con Oberto, forse di origine franca, nominato conte di Luni e marchese di Genova da Berengario II e dall’imperatore Ottone. Una casata che non conobbe timori reverenziali: basti pensare a Obizzo, che dopo aver protetto l’imperatore Federico Barbarossa ricevette l’investitura imperiale… salvo poi schierarsi con i Comuni lombardi contro di lui.

Il casato si divise presto in due rami principali:

  • Spino Secco (Lunigiana e val Trebbia), celebrato da Dante nel Purgatorio

  • Spino Fiorito (val Staffora e territori oltre il Magra), ramo legato all’Oltrepò

Fu proprio lo Spino Fiorito a rendere eterno il legame tra i Malaspina e le terre oltre il Po.

L’Arrivo dei Malaspina nell’Oltrepò Pavese

Nel XIII secolo, i Malaspina si insediarono nell’Alta Val Staffora, chiamati a difendere queste terre strategiche. Ma non furono solo guerrieri: seppero farsi architetti del paesaggio, promotori di cultura e arte, lasciando un’eredità visibile ancora oggi tra castelli, pievi e antiche vie medievali.

Il Castello di Oramala: Cuore del Potere

Simbolo incontrastato della dominazione malaspiniana nell’Oltrepò è il Castello di Oramala, nei pressi di Varzi:

  • Costruzione: edificato nel XIII secolo come fortezza difensiva

  • Trasformazione: ampliato nei secoli, divenne anche residenza nobiliare e centro culturale

  • Poesia cortese: ospitò trovatori provenzali e intellettuali dell’epoca, contribuendo alla diffusione della poesia d’amore in Italia

Ancora oggi, la silhouette del castello domina la vallata, avvolta da un’aura di fascino e mistero.

Varzi, Godiasco e il Brallo: il Regno dei Malaspina

La presenza della famiglia si riflette anche in altri borghi:

  • Varzi: con le sue strade lastricate, palazzi in pietra e archi medievali, rappresenta il cuore pulsante della civiltà malaspiniana

  • Godiasco e Nazzano: con castelli e pievi che raccontano storie di potere e fede

  • Brallo di Pregola: un tempo avamposto strategico, oggi meta perfetta per chi vuole immergersi nella memoria storica della valle

L’Eredità dei Malaspina: Storia Viva

La famiglia Malaspina non è solo parte del passato: è traccia viva nel paesaggio, nei nomi, nelle architetture e nelle leggende. Il Fondo Malaspina, conservato nella Biblioteca Comunale di Varzi, raccoglie documenti preziosi raccolti fino all’Ottocento dall’ultimo discendente della casata, l’abate Fabrizio.

Esplorare l’Oltrepò sulle orme dei Malaspina è un viaggio affascinante, che unisce storia, arte, natura e memoria collettiva.

Conclusione: Viaggio tra Poesia e Pietra

I Malaspina non furono solo feudatari, ma custodi di un’epoca, traghettatori tra Medioevo e Rinascimento, e promotori di una cultura che oggi si respira camminando tra Varzi, Oramala, Godiasco e il Brallo. Un’eredità da riscoprire con occhi curiosi e mente aperta.

Hai già visitato i luoghi malaspiniani dell’Oltrepò? Sai riconoscere lo Spino Fiorito tra le pietre di un portale o tra le pagine di un manoscritto antico? Forse è arrivato il momento di scoprirlo.

Autore: Mariella Rossi