Osservato dall’alto, l’Oltrepò Pavese mostra tutte le sue diverse anime. I filari seguono il profilo delle colline, i borghi emergono tra vigne e boschi, mentre verso sud il paesaggio cambia gradualmente fino a raggiungere le cime dell’Appennino.

Non tutti i belvedere, però, offrono lo stesso tipo di panorama. Alcuni permettono di abbracciare con lo sguardo la Pianura Padana e l’arco alpino; altri raccontano soprattutto il paesaggio vitivinicolo, le vallate dell’Alto Oltrepò o il rapporto tra castelli e natura.

Abbiamo selezionato cinque punti panoramici dell’Oltrepò Pavese capaci di offrire vedute ampie, diverse tra loro e realmente rappresentative del territorio: dalla Costa del Vento al Monte Lesima, passando per il Monte Penice, Golferenzo e Zavattarello.

1. Costa del Vento a Montalto Pavese: il panorama più completo sulle colline

Tra i luoghi migliori per comprendere la geografia dell’Oltrepò Pavese c’è sicuramente la Costa del Vento, il crinale che si sviluppa sulle alture di Montalto Pavese tra la Valle Scuropasso e la Valle Ghiaie.

La sua posizione aperta e quasi priva di ostacoli permette di godere di una veduta a 360 gradi. Nelle giornate limpide lo sguardo può spaziare dalle colline vitate dell’Oltrepò alla Pianura Padana, dall’Appennino fino al profilo delle Alpi. La piccola cappella della Madonna del Vento, posta a circa 490 metri di altitudine, rappresenta uno dei riferimenti principali del crinale.

Il fascino di questo luogo nasce soprattutto dalla varietà del paesaggio. Da un lato si osservano filari, campi coltivati e morbidi rilievi; dall’altro compaiono vallate più profonde e dorsali appenniniche. Proseguendo lungo il crinale si incontrano la statua del Cristo Redentore e la Panchina Gigante numero 161, un’altra postazione molto frequentata per osservare il panorama.

2. Monte Penice: il grande balcone tra Oltrepò e Val Trebbia

Con i suoi circa 1.460 metri di altitudine, il Monte Penice è uno dei punti panoramici più elevati e riconoscibili dell’Appennino pavese. Dalla zona sommitale la vista si apre sulle colline dell’Oltrepò, sulla Pianura Padana e sulle valli Staffora e Trebbia; quando l’atmosfera è limpida, all’orizzonte può comparire anche il profilo delle Alpi.

Rispetto alla Costa del Vento, qui il paesaggio assume un carattere decisamente più montano. Boschi, prati e dorsali occupano il primo piano, mentre le colline si susseguono verso la pianura creando diversi livelli di profondità.

Uno degli aspetti più affascinanti del Monte Penice è proprio la possibilità di osservare territori differenti dallo stesso punto. Verso nord si apre l’Oltrepò Pavese; guardando nelle altre direzioni si riconoscono i rilievi dell’Appennino e la Val Trebbia.

3. Monte Lesima: la vista più selvaggia dell’Alto Oltrepò

Il Monte Lesima, con i suoi 1.724 metri, è la cima più alta dell’Oltrepò Pavese e rappresenta la meta più impegnativa tra quelle selezionate. A differenza degli altri belvedere, infatti, il panorama non si raggiunge semplicemente parcheggiando nelle vicinanze: per arrivare in vetta occorre camminare.

Uno degli itinerari descritti dal portale turistico provinciale parte dalla località Cima Colletta e si sviluppa per circa 14 chilometri complessivi tra andata e ritorno. Una volta raggiunta la sommità, il panorama ripaga il percorso affrontato.

Il paesaggio del Lesima è molto diverso da quello delle colline del vino. Lungo il crinale si incontrano faggete, ampie praterie e ambienti naturali di particolare valore, compresi prati ricchi di orchidee spontanee.

Dalla parte alta lo sguardo si muove sulle dorsali dell’Appennino, sulla Valle Staffora e verso la vicina Val Trebbia. Qui l’impressione non è tanto quella di affacciarsi su un territorio ordinato e coltivato, quanto di trovarsi sopra una successione quasi ininterrotta di montagne, boschi e vallate.

4. Golferenzo: il balcone sui vigneti della Valle Versa

Non serve raggiungere una cima per osservare uno dei paesaggi più rappresentativi dell’Oltrepò Pavese. Arroccato sulle colline della Valle Versa, Golferenzo domina dall’alto le sue frazioni, i vigneti e buona parte della vallata.

Qui il panorama è meno vasto rispetto a quello del Penice o del Lesima, ma possiede una forte identità. Le vigne seguono i versanti, le strade rurali attraversano le colline e le case si distribuiscono tra piccoli nuclei abitati e cascine isolate.

La vista si integra perfettamente con il centro storico in pietra. Passeggiando tra vicoli, archi e cortili si incontrano diversi affacci sulla Valle Versa, nei quali il borgo diventa parte stessa del paesaggio.

Golferenzo è quindi il punto migliore per osservare dall’alto l’Oltrepò del vino, quello in cui l’agricoltura ha modellato per secoli le forme delle colline.

5. Zavattarello: il panorama tra castello, colline e Alpi

A Zavattarello il panorama è strettamente legato alla presenza del Castello Dal Verme, costruito in posizione dominante sopra il centro abitato. Dalla zona del castello e dalle parti più alte del borgo si osservano le campagne e le colline della zona, creando uno degli scenari più caratteristici dell’Oltrepò montano.

La particolarità di questa veduta consiste nel rapporto tra architettura e paesaggio. Le mura del castello, i tetti del borgo medievale, i boschi e le colline compongono un panorama molto diverso da quello aperto dei crinali.

Un altro punto interessante è la Panchina Gigante numero 263, raggiungibile con una camminata di circa dieci minuti dal parcheggio indicato nei pressi della casa di riposo. Da qui si osservano le colline dell’Oltrepò con il Castello Dal Verme in evidenza e, nelle giornate particolarmente limpide, anche le Alpi.

Cinque panorami, cinque modi di vedere l’Oltrepò

Questi cinque luoghi permettono di osservare l’Oltrepò Pavese da prospettive completamente diverse.

La Costa del Vento offre la veduta più completa sulle colline e sulla pianura. Il Monte Penice apre lo sguardo verso più valli e territori. Il Monte Lesima racconta l’anima montana e selvaggia dell’Appennino. Golferenzo rappresenta il paesaggio dei vigneti, mentre Zavattarello unisce la bellezza del panorama alla presenza imponente del suo castello.

Non si tratta quindi di stabilire quale sia il punto più bello in assoluto. Ognuno mostra una parte differente del territorio e insieme compongono un viaggio ideale dalle colline coltivate alle vette dell’Alto Oltrepò.

Prima di partire è sempre opportuno controllare le condizioni meteorologiche, soprattutto per Monte Penice e Monte Lesima, e verificare eventuali limitazioni di accesso alle strutture visitabili. Nei luoghi panoramici è inoltre fondamentale non abbandonare rifiuti, non uscire dai percorsi indicati e rispettare vigneti, prati e proprietà private.

Qual è il punto panoramico più facile da raggiungere?

Per una visita breve e poco impegnativa, la scelta migliore è la Costa del Vento a Montalto Pavese, raggiungibile in automobile fino alle vicinanze del crinale e proseguendo poi a piedi per un tratto contenuto.

Qual è il panorama più ampio?

Il Monte Penice e il Monte Lesima offrono le vedute più estese. Il primo è più facilmente accessibile, mentre il secondo richiede un’escursione ma permette di entrare pienamente nel paesaggio montano dell’Alto Oltrepò.

Dove fotografare meglio i vigneti?

Per osservare e fotografare il paesaggio vitivinicolo, i punti più indicati sono Golferenzo e la Costa del Vento, entrambi circondati dalle colline coltivate a vite della fascia centrale dell’Oltrepò.