DALLE PIETRE ANTICHE ALL’ARTE CONTEMPORANEA
Percorrendo la passeggiata che collega la Chiesa romanica al Castello medievale, si incontra un’opera sorprendente.
Subito dopo la scultura in pietra di Alik Cavaliere, appare una grande parete dipinta.
L’opera misura circa due metri per sedici ed è firmata dal maestro Gianni Asdrubali.
Un artista di rilievo internazionale, che ha scelto di dedicare questo lavoro al MAAAPO.
MURALES O OPERA MURALE? UNA DIFFERENZA SOSTANZIALE
Chi non segue l’arte contemporanea potrebbe definirla un murales. In realtà, la differenza è profonda. I murales sono spesso legati a temi sociali.
Nascono in contesti urbani e periferici.
Un dipinto murale, invece, è frutto di un progetto artistico preciso. È il linguaggio personale dell’artista a dialogare con lo spazio scelto.
Seguendo questa definizione, anche la Cappella Sistina è pittura murale.
L’OPERA DI ASDRUBALI AD ARENA PO
Ad Arena Po è presente anche un’altra grande opera murale. È firmata dal maestro Tommaso Cascella.
Ma torniamo al lavoro di Gianni Asdrubali. L’opera è realizzata in bianco e nero. Appare aspra, ma allo stesso tempo armoniosa. Le pennellate sono veloci, cariche di energia. Sembrano nascere davanti agli occhi dell’osservatore.
UNA PITTURA “GENERATIVA”
Asdrubali definisce la sua pittura “generativa”. Un processo che sembra istintivo, quasi inconscio. In realtà, dietro l’opera esiste un equilibrio preciso.
Vuoti e pieni dialogano costantemente. I neri possono sembrare pieni o cavità. I bianchi appaiono come superfici in primo piano. Questa ambiguità visiva coinvolge e trasmette energia vitale.
UN’ALTRA OPERA AL MUSEO GRILLO
Al MAAAPO è presente anche una seconda opera di Asdrubali. Si tratta di una ceramica monumentale. È collocata sulla parete del Cantiere Museo Grillo, in via San Claudio.
L’opera è composta da pannelli scomposti. Una scelta che rafforza il concetto di dinamicità dello spazio. Un elemento centrale nella poetica dell’artista.