Nel cuore dell’Alto Oltrepò Pavese, un’antica rocca medievale custodisce una storia sorprendente: quella dei Malaspina, dei poeti provenzali e di una corte che, tra il XII e il XIII secolo, divenne un importante punto di riferimento culturale.
Arroccato su uno sperone roccioso nel territorio di Val di Nizza, il Castello di Oramala domina uno dei paesaggi più suggestivi dell’Alto Oltrepò Pavese. A prima vista potrebbe sembrare una delle tante fortezze medievali disseminate lungo l’Appennino, ma la sua storia racconta qualcosa di molto più particolare.
Tra queste mura, infatti, non si decidevano soltanto le sorti dei territori e delle famiglie feudali. Oramala fu anche una corte frequentata da trovatori provenzali, poeti e musicisti che portarono nell’Oltrepò Pavese la cultura raffinata dell’amor cortese e della letteratura medievale.
Un capitolo poco conosciuto della storia locale che collega questo angolo della provincia di Pavia alle grandi correnti culturali dell’Europa del Medioevo.

Il Castello di Oramala e il potere dei Malaspina

La storia del Castello di Oramala affonda le radici nell’Alto Medioevo. Già nel 1029 un documento testimonia il passaggio della rocca a Ugo, conte di Tortona, appartenente alla dinastia obertenga, dalla quale discese anche la famiglia Malaspina.
La posizione del castello non era casuale. Situato su un’altura lungo gli antichi collegamenti appenninici, consentiva di controllare un territorio strategico per gli scambi tra la Pianura Padana e la Liguria.
Nel corso dei secoli i Malaspina consolidarono la propria influenza su ampie porzioni dell’Appennino settentrionale. Un passaggio importante avvenne nel 1164, quando l’imperatore Federico Barbarossa confermò i possedimenti della casata.
Oramala rappresentava uno dei centri storici di questo potere, all’interno di una rete di castelli e borghi fortificati che comprendeva anche la Valle Staffora.

Quando Oramala divenne una corte di poeti e trovatori

Il periodo più affascinante della storia del Castello di Oramala è probabilmente quello compreso tra la fine del XII secolo e i primi decenni del XIII.
In quegli anni, sotto il patrocinio dei Malaspina, la rocca divenne un luogo di incontro per alcuni protagonisti della poesia trobadorica.
I trovatori erano autori di componimenti poetici, spesso destinati all’esecuzione musicale, che si esprimevano nella lingua d’oc, diffusa soprattutto nella Francia meridionale. Le loro opere raccontavano l’amore, la vita cavalleresca, la politica e i rapporti tra i signori medievali.
La presenza di questi artisti dimostra che l’Oltrepò Pavese non era soltanto una terra di passaggio o di conflitti feudali, ma partecipava anche agli scambi culturali del tempo.
Tra i poeti legati alla corte malaspiniana figurano Peire Vidal, Giraut de Bornelh, Aimeric de Peguilhan e Albertet de Sisteron. Le testimonianze storiche confermano la frequentazione della corte da parte di diversi trovatori, anche se non tutti i singoli soggiorni e le rappresentazioni possono essere collocati con certezza all’interno del castello.

Alberto Malaspina, il marchese che componeva poesie

Una delle figure più interessanti di questa stagione fu Alberto Malaspina, ricordato non soltanto come esponente della potente famiglia feudale, ma anche per il suo rapporto diretto con la poesia provenzale.
Secondo il Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani, Alberto era capace di comporre versi nella lingua dei trovatori e partecipò a una celebre tenzone poetica con Raimbaut de Vaqueiras.
La tenzone era una sorta di confronto letterario in versi, nel quale due autori si rispondevano, talvolta con toni provocatori o ironici.
Un particolare che rende ancora più significativa la storia di Oramala: i signori del castello non si limitavano a ospitare i poeti, ma potevano partecipare direttamente alla loro attività culturale

Dai trovatori a Dante: la fama dei Malaspina

La reputazione culturale della famiglia Malaspina attraversò i secoli e trovò un’importante testimonianza anche nella Divina Commedia.
Nell’ottavo canto del Purgatorio, Dante Alighieri incontra Corrado Malaspina il Giovane e celebra la fama della sua casata, conosciuta per le virtù cavalleresche, la generosità e l’ospitalità.
Il poeta fiorentino ebbe effettivamente rapporti con i Malaspina durante il suo esilio, soprattutto nei territori della Lunigiana.
È importante distinguere le due vicende: non esistono prove sufficienti per affermare che Dante abbia soggiornato al Castello di Oramala. Il riferimento alla famiglia nella Commedia testimonia però il prestigio raggiunto da una dinastia che aveva contribuito anche alla diffusione della cultura trobadorica nell’Oltrepò Pavese.

Il Castello di Oramala oggi: una fortezza tra storia e natura

L’aspetto del Castello di Oramala è il risultato di trasformazioni avvenute nel corso dei secoli.
Uno degli interventi più significativi risale al 1474, quando la fortezza venne potenziata per rispondere alle nuove esigenze difensive legate alla diffusione delle armi da fuoco. A questa fase appartiene il caratteristico torrione semicircolare che ancora oggi contraddistingue il complesso.
Circondato dai boschi e dalle alture della Val di Nizza, il castello conserva un forte legame con il paesaggio dell’Appennino Pavese.
Oggi è una proprietà privata e non risulta aperto ordinariamente al pubblico. È possibile apprezzarne l’architettura dall’esterno, rispettando gli accessi privati e le eventuali limitazioni presenti sul posto.
Il borgo di Oramala e il territorio circostante rappresentano comunque una meta interessante per chi desidera conoscere un Oltrepò diverso, fatto di storia medievale, piccoli insediamenti e panorami montani.

Una storia dell’Oltrepò Pavese da riscoprire

Il Castello di Oramala racconta un volto dell’Oltrepò Pavese che spesso passa in secondo piano rispetto ai vigneti, alla gastronomia e ai percorsi naturalistici.
Quello di un territorio che, già molti secoli fa, era attraversato da importanti collegamenti commerciali e culturali e che seppe accogliere artisti provenienti da altre regioni d’Europa.
La presenza dei trovatori alla corte dei Malaspina non è soltanto una curiosità medievale, ma una testimonianza del ruolo che queste terre ebbero nella circolazione delle idee e della letteratura.
Un castello, una famiglia e una storia di poesia che meritano di essere conosciuti e raccontati ancora oggi.