Il mototurismo in Oltrepò Pavese nasce da una geografia fortunata. A sud del Po la Lombardia si arrampica su un lembo di Appennino che tocca i 1.724 metri del Monte Lesima. In poche decine di chilometri la pianura lascia spazio ai vigneti, poi ai boschi e infine ai crinali aperti. Per chi guida, questo significa un cambio continuo di ritmo. La vera sorpresa, però, non sta nelle curve: sta nel fatto che ognuna di queste strade racconta una storia lunga più di mille anni.
Perché il mototurismo in Oltrepò Pavese conquista chi ama guidare
Il territorio si legge come una scala a tre gradini. La fascia pianeggiante corre lungo il Po, quella collinare ospita i centri abitati e le cantine, mentre la parte montuosa culmina nel Monte Penice, alto 1.460 metri. Di conseguenza le strade panoramiche dell'Oltrepò cambiano carattere ogni pochi chilometri: ampie e sinuose tra le vigne, strette e boscose verso l'Appennino. Inoltre la vicinanza a Milano, Genova e Piacenza rende praticabile anche una semplice uscita in giornata. Non serve una trasferta lunga per trovare un nastro d'asfalto che diverta. Serve però sapere dove andare, perché qui la rete di provinciali è fittissima.
Le strade storiche: dalla Via del Sale alla Valle Staffora
Prima di diventare itinerari turistici, questi tracciati erano rotte commerciali. Attraverso la Valle Staffora passava una delle storiche Vie del Sale, che collegava la Pianura Padana a Genova. I muli salivano verso nord con il sale e scendevano al mare con i cereali. Più tardi Carlo Magno istituì in queste montagne i feudi imperiali, proprio per controllare gli accessi al Tirreno. Chi pratica oggi il mototurismo in Oltrepò Pavese ripercorre dunque un corridoio strategico millenario. La sensazione è quella di attraversare una terra di confine, e in effetti lo è: Lombardia, Piemonte ed Emilia si toccano a pochi chilometri di distanza.
Il Passo del Penice, il valico che unisce due versanti
Il Passo del Penice si apre a 1.149 metri lungo la SS 461 e segna il confine tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Da un lato scende verso Varzi e la Valle Staffora, dall'altro verso Bobbio e la Val Trebbia. Per questo motivo è da decenni il punto d'incontro dei motociclisti del Nord Italia. Poco sopra, in vetta al Monte Penice, il santuario mariano dedicato al Nome di Maria regala un panorama a trecentosessanta gradi. Tuttavia il Penice non è l'unico valico: il Passo del Brallo e il Passo del Giovà, che supera i 1.300 metri, offrono tratti decisamente più solitari.
I borghi da inserire nell'itinerario
Varzi, il Salame di Varzi DOP e i portici medievali
Varzi è la tappa obbligata di ogni giro. Il centro storico conserva l'impianto originario, con portici coperti, case torri e le antiche porte Soprana e Sottana. I Malaspina lo trasformarono in centro fortificato nel Duecento. Oggi il borgo è celebre soprattutto per il Salame di Varzi DOP, stagionato almeno cento giorni secondo un disciplinare rigoroso. Una sosta qui vale quanto una curva chiusa bene. Del resto il mototurismo in Oltrepò Pavese si misura anche a tavola, e il borgo successivo lo conferma.
Zavattarello e il Castello Dal Verme
Arroccato in Val Tidone, Zavattarello figura tra i Borghi più Belli d'Italia. Sopra le case in pietra domina il Castello Dal Verme, fortificato da Ubertino Landi nel 1264 e mai espugnato. Dalla torre lo sguardo corre sull'intera vallata. Poco lontano meritano una deviazione anche Fortunago e Golferenzo, minuscoli e curatissimi. Resta però da capire come organizzare concretamente la giornata.
Consigli pratici per un weekend in sella
La stagione migliore va da aprile a ottobre, con l'autunno particolarmente scenografico grazie al foliage. Attenzione però al fondo stradale: su alcune provinciali secondarie l'asfalto risulta irregolare dopo l'inverno. Sul tratto tra Varzi e Rivanazzano, inoltre, i limiti sono bassi e i controlli frequenti. Meglio quindi preparare la traccia GPX prima di partire, perché i navigatori tendono a privilegiare le direttrici veloci ed evitano proprio le strade più belle. Infine conviene prenotare la sosta pranzo: nei borghi dell'Alto Oltrepò le trattorie sono poche e nel fine settimana si riempiono in fretta. Il mototurismo in Oltrepò Pavese premia chi non ha fretta.
Non a caso qui sono nati raduni dedicati, come il Motogiro dell'Oltrepò Pavese, pensato per chi vive la moto come strumento di scoperta e non come cronometro. In fondo il senso di questo territorio sta tutto lì: arrivare tardi, ma arrivare felici.
| Itinerario | Km indicativi | Quota massima | Ideale per |
|---|---|---|---|
| Voghera – Varzi – Passo del Penice – Bobbio | circa 110 km | 1.149 m | Prima uscita, curve continue |
| Voghera – Salice Terme – Passo del Giovà – Brallo | circa 200 km | oltre 1.300 m | Giornata intera, strade solitarie |
| Stradella – Golferenzo – Zavattarello – Varzi | circa 90 km | circa 750 m | Vigneti, borghi e soste enogastronomiche |
| Anello Valle Scuropasso – Cigognola – Val Tidone | circa 70 km | circa 600 m | Mezza giornata, panorami sulle vigne |