La vendemmia 2026 in Oltrepò Pavese entra nella sua fase decisiva dopo un’estate segnata da temperature elevate, scarsità d’acqua e, proprio negli ultimi giorni di agosto, da una violenta grandinata che ha interessato alcune delle principali aree vitivinicole del territorio.

Per le colline oltrepadane è stata una stagione tutt’altro che semplice. La raccolta è ormai in fase avanzata: alla fine di agosto i viticoltori stanno completando le uve bianche e iniziando a concentrarsi sulle rosse, con la conclusione della vendemmia prevista, condizioni meteorologiche permettendo, nella prima decade di settembre.

Il quadro definitivo sulla produzione e sulla qualità delle uve arriverà quindi soltanto nelle prossime settimane. Quello che è già evidente, però, è quanto il clima abbia inciso sull’intera annata.

Un’estate difficile per i vigneti dell’Oltrepò Pavese

Già nel cuore dell’estate il caldo aveva rappresentato una delle principali incognite per i produttori. Le temperature elevate e la prolungata scarsità d’acqua hanno sottoposto le vigne a uno stress importante, influenzando i tempi di maturazione dei grappoli.

In una prima fase sembrava possibile una vendemmia particolarmente anticipata, con alcune raccolte ipotizzate già dalla fine di luglio. Il caldo persistente e la siccità hanno però prodotto anche l’effetto opposto in diversi vigneti, rallentando la maturazione e rendendo più difficile prevedere con precisione il momento ideale per iniziare la raccolta.

Coldiretti aveva inoltre evidenziato come temperature superiori ai 35 gradi possano aumentare lo stress idrico delle piante e il rischio di scottature dei grappoli, mentre notti eccessivamente calde possono incidere sulla qualità delle uve.

Una situazione particolarmente delicata in un territorio come l’Oltrepò Pavese, dove esposizione, altitudine e caratteristiche dei singoli vigneti possono determinare condizioni molto diverse anche a pochi chilometri di distanza.

La grandine arriva nel momento più delicato della vendemmia

A complicare ulteriormente il quadro è arrivata la violenta ondata di maltempo del 28 agosto.

La grandine ha interessato in particolare l’area orientale dell’Oltrepò Pavese, colpendo la zona di Stradella e i territori di Montù Beccaria, Zenevredo, Bosnasco e Canneto Pavese. In alcuni punti sono stati segnalati chicchi di dimensioni paragonabili a noci, accompagnati da piogge intense e forti raffiche di vento.

Il problema è soprattutto il momento in cui l’evento atmosferico si è verificato. Una parte delle uve era già stata raccolta, mentre altri vigneti erano ancora pienamente coinvolti nella vendemmia.

Per questo i tecnici stanno verificando l’entità degli eventuali danni sulle vigne non ancora vendemmiate. Coldiretti Pavia ha spiegato che sarà necessario attendere per comprendere con maggiore precisione quanto il maltempo abbia effettivamente inciso sulla produzione.

Dalle uve bianche alle rosse: a che punto è la vendemmia 2026

Nonostante le difficoltà climatiche, la vendemmia in Oltrepò continua.

A fine agosto la raccolta delle uve bianche è ormai vicina alla conclusione, mentre sta entrando nel vivo quella delle varietà rosse. Secondo Coldiretti Pavia, in assenza di nuovi problemi meteorologici le operazioni dovrebbero terminare entro la prima decade di settembre.

È soltanto allora che sarà possibile capire realmente che vendemmia sarà stata quella del 2026.

Quantità raccolta e qualità delle uve dipenderanno non soltanto dagli effetti della siccità e delle alte temperature, ma anche dalle condizioni dei singoli vigneti e dall’impatto degli ultimi episodi di maltempo.

In Oltrepò Pavese la vendemmia non avviene infatti in maniera uniforme: pianura, prima collina e zone più elevate possono avere tempi di maturazione differenti, e proprio l’altitudine ha rappresentato in alcuni momenti della stagione un elemento capace di modificare sensibilmente l’evoluzione delle uve.

Non c’è soltanto il clima: il vino affronta un momento complesso

Dietro la vendemmia 2026 c’è però una questione più ampia.

Il settore vitivinicolo sta attraversando una fase complessa nella quale alle condizioni meteorologiche si sommano l’aumento dei costi di produzione e il rallentamento della domanda. Coldiretti Pavia ha sottolineato proprio in questi giorni la necessità di una strategia nazionale che sostenga le aziende, promuova l’enoturismo, rafforzi la presenza sui mercati internazionali e favorisca investimenti nella gestione dei rischi climatici.

Per l’Oltrepò Pavese il tema assume un peso particolare. Il vino non rappresenta soltanto una produzione agricola, ma uno degli elementi centrali dell’identità e dell’economia delle colline pavesi.

Ogni vendemmia coinvolge cantine, aziende agricole, lavoratori stagionali e un sistema di attività che negli ultimi anni si lega sempre di più anche al turismo e alla promozione del territorio.

La vendemmia 2026 sarà ricordata soprattutto per il clima

È ancora presto per stabilire se quella del 2026 sarà ricordata come una vendemmia positiva o negativa dal punto di vista della qualità.

Una cosa, però, appare già chiara: sarà un’annata nella quale il clima ha avuto un ruolo decisivo.

Prima il caldo intenso, poi la mancanza d’acqua e infine la grandine hanno accompagnato quasi tutte le fasi decisive della maturazione e della raccolta.

Le prossime settimane diranno quanto questi elementi avranno inciso concretamente sulle quantità e sulla qualità dei vini che arriveranno nelle bottiglie. Per ora, nelle vigne dell’Oltrepò Pavese, la vendemmia continua: con un occhio ai grappoli e uno, inevitabilmente, al cielo.