Oltrepò Pavese · Fortunago

Martedì 10 novembre 2026 Fortunago diventa il punto di partenza di un viaggio nazionale. Qui si apre «La Rinascita dei Borghi», il ciclo di convegni promosso da ICOSIT e Identità Italia che attraversa il Paese fino a Roma. Al centro c'è una domanda semplice: chi tornerà ad abitare i piccoli centri?

Convegno a Fortunago: la rinascita dei borghi parte dall'Oltrepò Pavese

Il primo appuntamento con la rinascita dei borghi si tiene all'Auditorium «Giovanni Azzaretti» di Fortunago, in via Roma 8, dalle 9.00 alle 13.00. L'ingresso è libero fino a esaurimento dei posti. Aprono i lavori Giovanni Palli, presidente della Provincia di Pavia, e Pier Achille Lanfranchi, sindaco del borgo. Il giorno prima arriva una delegazione dagli Stati Uniti, formata da rappresentanti delle forze dell'ordine, imprenditori e investitori di origine italiana. Dopo l'Oltrepò il percorso tocca Pescara, Benevento e infine Roma.

Perché il convegno a Fortunago è già un simbolo

La scelta del luogo non è casuale, perché Fortunago è già un piccolo laboratorio di rinascita dei borghi. Il paese fa parte dei Borghi più belli d'Italia e conserva radici antiche: il nome rimanda a un insediamento celtico legato a una sorgente. Nei secoli è passato ai Malaspina e ai Dal Verme, poi ai francesi e ai Savoia. Negli ultimi decenni il Comune ha restaurato le case in pietra e le vie del centro. Nel 2018 Sky TG24 raccontava che i bambini del paese erano passati da 12 a 38. Basta però un esempio virtuoso a invertire una tendenza nazionale? I numeri dicono di no.

Calo demografico in Italia: i numeri dietro la rinascita dei borghi

Per capire l'urgenza della rinascita dei borghi bisogna partire dai dati ISTAT. Nel 2025 in Italia sono nati circa 355 mila bambini, mentre i decessi sono stati 652 mila. Il saldo naturale si ferma quindi intorno a meno 296 mila persone in un solo anno. Anche la fecondità continua a scendere: 1,14 figli per donna, contro l'1,18 del 2024. Per mantenere stabile la popolazione ne servirebbero circa 2,1.

Spopolamento dei borghi: case chiuse e servizi che spariscono

Nei piccoli centri questi numeri si vedono a occhio nudo. Un anziano muore, i figli vivono già in città e la casa resta chiusa. Di conseguenza il patrimonio perde valore, mentre scuole, negozi e ambulatori faticano a restare aperti. Gli organizzatori segnalano anche un freno meno visibile: permessi che richiedono dai tre ai cinque anni. Senza tempi certi, la rinascita dei borghi resta un'intenzione. Chi può, allora, invertire la rotta?

Turismo delle radici: la diaspora italiana per la rinascita dei borghi

La risposta proposta dal convegno guarda oltre confine. Il Ministero degli Esteri stima in quasi 80 milioni gli italiani all'estero e i loro discendenti. Per questo il Governo ha dedicato il 2024 alle radici italiane nel mondo e ha avviato, con fondi PNRR, il progetto «Turismo delle Radici». L'idea è trasformare la nostalgia in presenza: prima il viaggio, poi magari la casa e un'attività. In questa visione la rinascita dei borghi passa anche dagli italoamericani di terza e quarta generazione.

Agevolazioni fiscali: cosa vale (e cosa no) per l'Oltrepò

C'è però un dettaglio che riguarda da vicino il nostro territorio. La flat tax del 7% per i pensionati che arrivano dall'estero, prevista dall'articolo 24-ter del TUIR, vale solo nei piccoli comuni del Mezzogiorno e nelle aree colpite dal sisma. La Lombardia ne resta esclusa. Per l'Oltrepò, dunque, la rinascita dei borghi dovrà fondarsi su paesaggio, servizi, connessione e accoglienza. Quali modelli possono funzionare davvero?

Ripopolare i piccoli comuni: i modelli in discussione

Durante la mattinata vengono presentati modelli già sperimentati o pronti da replicare. Il primo affianca al borgo storico un ecovillaggio con comunità energetica rinnovabile, edifici ad alta efficienza e agricoltura di prossimità. Seguono i casi di Sessano del Molise e di Biccari, che hanno puntato sulle case vuote per attirare nuovi residenti. Infine il format «Borghi in Sella» usa il ciclismo per unire due paesi con percorsi aperti a tutti. In ogni tappa, inoltre, sindaci ed enti locali possono presentare i propri progetti di rinascita dei borghi.

Borghi dell'Oltrepò Pavese: un patrimonio da mettere in rete

L'Oltrepò parte da una base solida. Chi segue gli itinerari tra borghi, vigneti e natura incontra castelli come quello di Pietra de' Giorgi. Lungo la strada si scoprono anche piccoli musei custodi della memoria contadina e punti panoramici affacciati sull'Appennino. Sono risorse che parlano già alla diaspora. Per sostenere la rinascita dei borghi, tuttavia, occorre collegarle in un'offerta unica e riconoscibile.

Convegno a Fortunago: informazioni utili e prossime tappe

Per seguire la rinascita dei borghi dal vivo basta arrivare a Fortunago martedì 10 novembre entro le 9.00. L'auditorium dispone di quasi 580 posti, ma conviene presentarsi con anticipo. Prima o dopo il convegno vale la pena una passeggiata nel centro storico. A pranzo, invece, la scelta naturale è un piatto di malfatti, specialità De.Co. del paese. La tabella riassume il calendario dell'intero ciclo.

DATA CITTÀ TAPPA NOTE
9 novembre Fortunago (PV) Arrivo della delegazione Ospiti da Stati Uniti e Italia
10 novembre Fortunago (PV) Apertura ufficiale Auditorium Giovanni Azzaretti, 9.00-13.00, ingresso libero
11 novembre Pescara Seconda tappa Sessione 9.00-13.00
12 novembre Benevento Conferenza di chiusura Rocca dei Rettori, cena di gala
13 novembre Benevento Incontri e collaborazioni Giornata di lavoro
14 novembre Roma Sessioni riservate A porte chiuse

Il programma può subire variazioni. Fonti: ISTAT, Indicatori demografici 2025; Ministero degli Affari Esteri; materiali ufficiali ICOSIT e Identità Italia.