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Peste suina in Oltrepò: impatti e azioni di tutela per il territorio

Focus Oltrepo
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Nelle ultime settimane si sono presentati casi anche in Oltrepò. La peste suina africana (PSA) è stata identificata in alcuni capi abbattuti. La situazione, che causa un giusto allarme, ha spinto l‘AST a creare zone rosse e Regione Lombardia a proporre contributi per interventi di biosicurezza in modo da evitare il rischio di trasmissione

Pur in presenza di una situazione particolarmente delicata, va precisato subito che la malattia non è trasmissibile all‘uomo né attraverso il contatto diretto con animali malati, né tramite alimenti di origine suina ma l‘‘uomo può però essere veicolo di trasmissione del virus attraverso la contaminazione di veicoli, indumenti, attrezzature, cibo di origine o contenente carne suina, anche stagionata. 

I casi venutisi a creare, però, vanno affrontati con celerità e determinazione. In tale contesto ATS Pavia si è immediatamente attivata identificando zone soggette a restrizioni e a particolare monitoraggio per l‘attiva ricerca attiva delle carcasse di cinghiale, nonchè limiti alla caccia. La politica, le associazioni promuovono grande mobilitazione generale. La stessa Coldiretti  (Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo) è intervenuta chiedendo una rapida risoluzione del problema cosi da arginare la proliferazione dei cinghiali e per garantire la sicurezza degli allevamenti locali.  Le maggiori preoccupazioni, infatti,  sono per il rischio di infezione degli allevamenti di suini locali, con ricadute sulla produzione e la vendita del Salame di Varzi.

A livello di regione Lombardia è appena stato aperto un bando per l‘ottenimento di contributi mirati ad interventi di biosicurezza da parte delle aziende dedite all’allevamento di suini, in modo da evitare il rischio di trasmissione della peste suina africana (PSA). L’investimento, che deve avere un costo complessivo minimo di € 3.000 e massimo di € 30.000 (comprensivo di forniture, posa in opera e di costi di progettazione fino ad un massimo del 5% della spesa ammessa) devono avere un singolo beneficiario. L’agevolazione verrà assegnata al beneficiario sotto forma di sovvenzione diretta a fondo perduto pari al 65% del costo ammissibile; l’erogazione avviene in unica soluzione a saldo, a certificata esecuzione degli interventi.

Il problema esiste me le azioni di intervento sono già state attivate come pure la disponibilità di strumenti a tutela delle aziende che intendano effettuare interventi mirati

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