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ALLA SCOPERTA DI MONTE PICO: UN TESORO ARCHEOLOGICO NELL’OLTREPÒ PAVESE

  • Giovanni Barbieri
Focus Oltrepò
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Tra le colline dell’Oltrepò Pavese si cela un gioiello nascosto della storia medievale italiana: il borgo fortificato di Monte Pico. Situato nel comune di Fortunago, questo sito archeologico rappresenta un‘importante testimonianza del passato, con reperti che abbracciano un arco temporale che va dalla Preistoria fino agli inizi del Novecento.

Monte Pico: La Risurrezione di un Borgo Medievale

Nel cuore di questa terra ricca di storia, Monte Pico si erge come un baluardo del tempo, un sito che ha rivelato la sua complessità grazie agli scavi archeologici condotti a partire dal 2011. Grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia e l‘Università Cattolica di Milano, sotto la guida della professoressa Silvia Lusuardi Siena, il team di archeologi ha portato alla luce una parte significativa del borgo fortificato.

Le Scoperte Archeologiche

Le ricerche condotte sul sito hanno svelato l‘esistenza di due cinte murarie distinte, segno della sua importanza strategica. La cinta più esterna aveva una funzione difensiva, proteggendo il borgo dagli attacchi, mentre quella più interna fungeva da ingresso monumentale, con una porta-torre databile tra il XII e il XIII secolo. Questa struttura, imponente e solida, era probabilmente il punto di accesso principale al borgo, un luogo di controllo e sicurezza.

All’interno delle mura, gli archeologi hanno scoperto anche le tracce di abitazioni di epoca post-medievale. Tra queste, spicca una cisterna monumentale in laterizi, che in seguito venne trasformata in ghiacciaia, testimoniando l‘ingegnosità dei suoi abitanti nel sfruttare le risorse disponibili.

Reperti di Inestimabile Valore

Oltre alle strutture murarie, Monte Pico ha rivelato una serie di reperti che narrano la vita quotidiana e le attività dei suoi abitanti nel corso dei secoli. Tra i ritrovamenti più antichi, una punta di freccia e una lama di ascia in pietra verde del Neolitico, simboli di una presenza umana che risale a millenni fa.

Di particolare interesse sono anche i frammenti ceramici e vitrei rinvenuti durante gli scavi. Cocci di pentolame e frammenti di lampade a sospensione raccontano di un vivere quotidiano fatto di gesti semplici ma essenziali. Tra i reperti monetali, spiccano alcuni esemplari del XV secolo, che offrono uno spaccato economico e commerciale della zona durante il Medioevo.

Un Patrimonio da Valorizzare

Le scoperte fatte a Monte Pico non sono solo un prezioso contributo alla conoscenza storica dell’Oltrepò Pavese, ma rappresentano anche un’opportunità unica per il turismo culturale. Il sito, con i suoi reperti e le sue strutture, ha il potenziale di diventare un punto di riferimento per studiosi e appassionati di storia medievale.

Inoltre, il coinvolgimento della comunità locale, come quello di Luciano Tamini, proprietario dell’area collinare che ha reso possibile gli scavi, è fondamentale per la valorizzazione e la conservazione di questo patrimonio. Il loro impegno dimostra quanto sia importante preservare e promuovere la memoria storica per le generazioni future.

 

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